Si conclude il 14 luglio a Pamplona, dopo 204 ore ininterrotte di festeggiamenti, la tradizionale Festa di San Firmino, che vi raccontiamo attraverso questa selezione delle immagini più belle.

Il lancio del Chupinazo: Viva San Firmin!

Inaugurata come ogni anno dal Chupinazo, il botto provocato dal lancio di un razzo, da parte del sindaco, nella piazza centrale della città, la festa ha preso il via il 6 luglio, con un'enorme folla a darle il benvenuto al grido "Viva San Firmin!", e letteralmente bagnata da fiumi di vino rosso.

Nel momento inaugurale delle storiche Fiestas de San Fermín, celebrate in onore del patrono della città capoluogo della Navarra e rese celebri, in particolare, dal romanzo Fiestas di Ernest Hemingway, migliaia di persone vestite di bianco hanno fatto sventolare il tradizionale fazzoletto rosso che nel resto della settimana si porta legato al collo.

Otto encierros per otto giorni: le corse con i tori

Cuore pulsante della Festa di San Firmino sono le celeberrime corse con i tori, gli encierros, che in ciascuno degli otto giorni dell'evento vedono centinaia di turisti spagnoli e stranieri fuggire lungo le strette strade del centro storico, lungo un percorso di 825 metri, inseguiti da infuriati bovini, sfidando la sorte nel tentativo di non esserne incornati. 

Trasmesse in diretta dalla tv pubblica spagnola, le corse dei tori si concludono nell'arena, dove seguono le frequentatissime corride. Come ogni anno, anche nel 2017, non sono mancati i quotidiani bollettini medici riguardanti i ferimenti, le contusioni e i ricoveri

Le proteste degli animalisti

Lo "spettacolo" delle corse dei tori e delle corride è sempre più contestato dalle associazioni animaliste, che anche quest'anno, alla vigilia dell'evento, con i corpi ricoperti di vernice colorata a raffigurare il sangue, hanno occupato il centro di Pamplona cantando e ballando, dietro un grande striscione con un toro stilizzato e la scritta "Non lasciarmi solo!". 

Il fronte animalista ha già raccolto 150mila firme per vietare le sofferenze agli animali nei Sanfermines. Il primo obiettivo è ottenere che dopo gli encierros i tori non muoiano nelle corride di fine giornata, ma l'obiettivo finale è l'abolizione di encierros e corride. 

Sebbene gli eventi che coinvolgono los toros rimangano molto popolari nell'estate spagnola, i sondaggi indicano che in Spagna l'amore per la tauromachia, una tradizione secolare da molti considerata parte del dna culturale del Paese, è in calo. Il 58% della popolazione sarebbe pronto a rinunciare alla corrida e gli aficionados incondizionati sarebbero solo il 19%. I giovani sarebbero contro le corride per l'84%.

Secondo l'Università di Extremadura il settore pesa sull'economia per 1,6 miliardi di euro all'anno, pari a circa lo 0,6% del Pil, con 200mila posti di lavoro. Il governo del premier conservatore Mariano Rajoy nel 2012 ha blindato la fiesta dichiarandola "bene culturale nazionale", così proteggendola da possibili spinte abolizioniste.

Dalla vittoria, nel 2015, delle giunte di Podemos in diverse grandi città della Spagna come Madrid, Barcellona o Valencia, il fronte anticorride è diventato più forte. La Catalogna e le Canarie sono oggi territori corrida-free", e il comune della capitale ha tagliato le sovvenzioni al settore. L'anno scorso il "fronte del no" è riuscito a ottenere la fine della millenaria messa a morte con una lancia del Toro de La Vega a Torredesillas.

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