L'arcipelago delle Isole Farne, situato di fronte alla costa del Northumberland, una contea del nord-est dell'Inghilterra, ai confini con la Scozia, è  formato da un numero variabile di scogli e piccole isole: dalle 15 alle 30, a seconda del ciclo di marea. Costituite da formazioni di dolerite, queste isolette sono conosciute soprattutto per l'abbondante fauna ornitologica marina che le abita, che comprende tra l'altro sterne artiche, cormorani, tadorne, gabbiani tridattili, gazze marine e foche grigie.  

 

Tra tutte, la specie maggiormente presente sulle Isole Farne è quella dei Pulcinella di mare (Fratercula arctica), che nel periodo più caldo dell'anno vi fanno ritorno per nidificare, in virtù delle condizioni particolarmente favorevoli offerte dall'ambiente, quali abbondanza di cibo e scarsità di predatori terrestri. È in questo periodo che, ogni 5 anni, i ranger del National Trust  britannico (un'organizzazione che lavora per conservare e proteggere l'eredità storica e naturale di Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord) raggiungono le Farne per effettuare un censimento di questi buffi, paffuti e splendidi uccelli neri, con petto bianco, zampe palmate e becco a pappagallo. Nel corso della primavera e dell'estate 2013, undici ranger si muoveranno tra le isolette con il compito di contare ogni singolo uccello. 

 

Il primo censimento locale delle fratercule - chiamati puffin  nel mondo anglosassone - risale a 65 anni fa: era il 1939 quando se ne contarono, per la prima volta, 3.000 coppie. Da allora, ogni censimento ha evidenziato una costante crescita della loro popolazione. L'ultima conta del 2008 ne ha però registrate 36.500 coppie, distribuite su 8 isolette, con una diminuzione di un terzo rispetto al censimento precedente del 2003, quando se ne registrarono 55.674 paia. Quest'anno i ranger hanno installato anche delle telecamere in alcune tane, per poter osservare da vicino la nascita dei nuovi esemplari.

 

I risultati del censimento in corso saranno disponibili a fine luglio, ma i monitoraggi parziali fanno temere un'ulteriore diminuzione della popolazione, a causa dell'inverno particolarmente freddo di quest'anno. Il marzo che abbiamo alle spalle, il più freddo dal 1962, secondo il responsabile della missione David Steel , potrebbe infatti averne fatto aumentare il tasso di mortalità. 

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