Economia

Veneto, a Expo le antiche filiere dell'eccellenza verde

Una efficace illustrazione dei principali segmenti dell'eccellenza agricola della regione

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– Credits: Ufficio stampa

Cuore dell’attività regionale veneta all’Expo è il coinvolgimento delle molteplici delegazioni internazionali presenti, che hanno già partecipato a 27 iniziative con quasi 600 contatti, 234 partecipanti esteri, 644 imprese venete, 163 enti. In particolare 10 iniziative sono state organizzate con la Cina.

Con il roadshow itinerante "Mondo Novo", nelle città del Veneto, e l’iniziativa "Vino in Villa" sono state divulgate le principali caratteristiche delle filiere agro-alimentari, protagoniste di dieci suggestivi filmati. Ecco quali, nelle schede a seguire.

Vini lucenti come gemme
"Vini così limpidi che sembrano avere la stessa luce di una pietra preziosa": così scriveva dei vini veneti nel 600 Venanzio Fortunato, nato a Valdobbiadene e poi vescovo di Poitiers. Alla vite comune, che in regione ha ben 25 varietà, il Veneto ha dedicato la sua partecipazione al Giardino della Biodiversità, a Padiglione Italia.

Latte, tesoro bianco
Un milione e centomila tonnellate annue di latte (10% del totale nazionale) sono prodotte in Veneto ogni anno, per circa il 55% destinato alla trasformazione in formaggi DOP, il 25-30% in formaggi generici e il 15-20 divengono yogurt e gelati o sono consumate fresche. Un settore poderoso, che vale circa 1 miliardo di euro solo per i formaggi.

La polenta e i familiari
La cerealicoltura è una rilevantissima leva di sviluppo agricolo e agroindustriale per il Veneto, sulla scorta di una tradizione secolare concentrata sulla polenta. Circa 230 mila ettari sono dedicati a mais per zootecnia, 10 mila a orzo, 3.700 a riso, 102 mila a frumento tenero (richiestissimo dall’industria dolciaria, 4300 a frumento duro.

Frutta, regina delle piazze
Nel dipinto Il festino degli dei del veneziano Giovanni Bellini, (XV secolo) la frutta, uva bianca e pesche, campeggia con fortissima evocatività, meritata da una produzione molto variata e ricca di qualità apprezzate in tutto il mondo. E le aziende di trasformazione presenti sul territorio esportano in oltre 150 paesi.

Pesce, frutto dell’acqua
Il rapporto «integrale» che c’è tra il Veneto e l’acqua (mare e acque interne) è tale per cui l’itticoltura e la gastronomia legata al pesce sono eccellenze assolute, industriali e organolettiche. Dalle sarde in saor alle moeche i piatti celebri sono numerosissimi.
E anche i primati: come quello della produzione di vongole, il 70% del totale nazionale.

La tradizione delle carni
Tra i 371 prodotti tradizionali veneti ben 104 sono riconducibili a prodotti dell’allevamento o della trasformazione di carni. In particolare, il solo settore avicolo (polli e tacchini, oche e fagiani) rappresenta oltre il 50% della produzione nazionale; oltre il 40% dell’allevamento nazionale dei conigli viene effettuato in Veneto.

Legno per stare sull’acqua
Il Veneto ha una profonda cultura del legno, nata con la stessa costruzione di Venezia, poggiata su milioni di pali di legno.
E oggi 400 mila ettari del territorio sono dedicati a bosco da legno ma solo il 30% dell’incremento annuo boschivo viene sfruttato per ricavarne legname, in modo da non intaccare il patrimonio forestale.

Il buon olio del nord
Il Veneto è la regione italiana più a nord in cui si produca olio d’oliva, con dieci varietà autoctone di olivo, coltivate in prevalenza nelle zone collinari, da quella euganea al vicentino al Garda, la cui produzione – grazie anche al turismo – è abbondantemente esportata in Germania, Francia, Gran Bretagna e Giappone.

Il Principe Radicchio
L’orticoltura veneta copre 28 mila ettari complessivi di territorio, 3.500 dei quali in serra. Il valore annuo della produzione è di 600 milioni di euro, circa il 10% dell’intero comparto agricolo. 9 mila ettari di terra sono coltivati a radicchio, prodotto principe del Veneto; 2.300 ettari a patate, 1.600 ad asparagi, 1.500 ciascuno a insalate e fagiolini.

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