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Twitter si prepara alla Borsa: tre cose da sapere

Ancora dubbi i tempi, le modalità e il parere del mercato

La app Twitter per mobile (Credits: LEON NEAL/AFP/Getty Images)

Ovviamente non poteva che annunciarlo con un tweet. Twitter ha intenzione di avviare le procedure per esplorare la possibilità di una futura quotazione a Wall Street. Ma calma. Non succederà domani e neanche a breve. Per ora la società ha solo dichiarato di voler avviare la cosiddetta "procedura confidenziale" che passa sotto il nome di S-1 la cui richiesta verrà inoltrata alla Sec (l'autorità che controlla i mercati e le società quotate negli Usa).

 

Cosa significa? Tre cose.

- Come spiega il sito specializzato Mashable , solo che ha mosso il primo passo. Il che non ha come conseguenza obbligata il sicuro sbarco a Wall Street. Di certo, non immediato.

Twitter, valutata 11,8 miliardi di dollari (circa 10 miliardi di euro), ha potuto avviare la procedura confidenziale grazie alle norme contenute nel JOBS Act che prevede che le società cosiddette "emergenti" con meno di 1 miliardo di dollari di ricavi possano andare sul mercato senza una procedura pubblica.

Twitter, in sintesi, potrà verificare l'interesse dei grandi investitori istituzionali (come banche e fondi di investimento) "privatamente", e poi decidere se proseguire con l'operazione o meno.

Quindi, calma. Anche perché il tweet non dice "quando" la società presenterà la richiesta di procedere con l'S-1 né tantomeno chiarisce altre tempistiche (anche Fortune chiama alla cautela ).

- Il fatto che abbia richiesto la procedura confidenziale, tuttaiva, significa chiaramente che la società dichiara indirettamente un fatturato inferiore al miliardo di dollari. Ma questo gli analisti lo sapevano già. Il punto è da dove viene questo fatturato che, secondo le recenti stime, si potrebbe aggirare tra i 300 e i 500 milioni di dollari.

- L'amministratore delegato Dick Costolo ha infine dichiarato che i ricavi di twitter derivano più dalle app scaricate su cellulari (con il format pubblicitario del "promoted tweet", cioè il tweet sponsorizzato adatto alla fruizione in mobilità) che dalla pubblicità su Internet, il che darebbe alla società più appeal, per esempio, di quanto non ne abbia avuto Facebook che ha finora pagato (soprattutto in Borsa) il mancato rispetto dei risultati pubblicitari sul settore mobile.

Tutto è ancora da capire, quindi. Se Twitter si quoterà in Borsa o meno, prima di tutto. E, nel caso, se riuscirà a mettere a segno un colpaccio migliore di quello portato a casa dal principale concorrente: Mark Zuckerberg e la sua Facebook.

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Leggi l'articolo di Mashable: Twitter's Ipo filing: what it means

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