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Perché Nokia convince la critica ma non i mercati?

Dopo l’annuncio dei nuovi smartphone Lumia, il titolo della casa finlandese perde in Borsa oltre il 15% del suo valore. Per gli operatori pesano in particolare le incertezze su distribuzione, prezzi e date di vendita

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Possono bastare "gli smartphone più innovativi del mondo" (così Stephen Elop, Ceo di Nokia, ha definito i nuovi Lumia 820 e Lumia 920 ) per ritornare a dettare legge nel mercato della telefonia mobili? Per appassionati di tecnologia e critici probabilmente sì, ma i mercati non ne sono ancora convinti.

Tutto si può dire, infatti, fuorché le Borse abbiano accolto con entusiasmo la presentazione dei nuovi Windows Phone. Il titolo ieri ha chiuso con un ribasso di oltre 15% a Wall Street, toccando il suo minimo storico dal 1990. Cos’è successo? Cosa non piace agli operatori d’Oltreoceano?

Il fattore tecnologico non c’entra, su questo non ci piove. Al di là dell’enfasi del numero uno della casa finlandese, si può ragionevolmente affermare che i nuovi Lumia 820 e 920 rappresentino un passo in avanti importante dal punto di vista del prodotto. Non solo perché di fatto ci consegnano la seconda generazione di Windows Phone targati Nokia, ma perché di mezzo c’è un sistema operativo tutto nuovo (Windows Phone 8), una fotocamera che punta all'eccellenza, servizi di mappe e georeferenziazione al passo coi tempi, una batteria extra-large e, ciliegina sulla torta, un nuovo sistema di ricarica che utilizza un dock senza fili al posto del classico cavetto Usb.

Il problema, secondo il Wall Street Journal , sarebbe altrove. E cioè in tutte quelle condizioni al contorno che possono fare la differenza in un mercato così competitivo come quello degli smartphone.

Ci sono innanzitutto le incertezze sui tempi e sulle modalità della commercializzazione. La decisione di Elop e dello staff Nokia di non rivelare né la data esatta (si è parlato solo di quarto trimestre) né il prezzo dei nuovi Lumia suona un po’ come il tentativo di prendere tempo, in un momento in cui però il tempo è scaduto. Soprattutto dinnanzi agli annunci incalzanti e dettagliati della concorrenza, non ultimo quello di Apple, che la settimina prossima toglierà il velo al nuovo iPhone 5 .

C’è poi il problema della distribuzione, che specie sul mercato americano merita un approfondimento particolare. Negli ultimi anni, sottolinea l'autorevole testata americana, Nokia ha cercato di ottenere maggior traino dagli operatori telefonici per colmare il gap fra le quote a livello mondiale (dove la società detiene circa il 7% del segmento smartphone) e quelle sul mercato a stelle e strisce (circa il 2%, scondo Data Corp.). Qualche rassicurazione in questo senso è arrivata da Verizon (uno dei tasselli mancanti della rivendita Nokia) che ha fatto sapere di voler distribuire una serie di modelli basati su Windows Phone a partire dal prossimo quarto, ma evidentemente non basta.

"Oggi tutto si gioca sulla distribuzione", ha affermato Håkan Wranne, analista di Swedbank, "e non abbiamo ottenuto risposte su quando verranno venduti questi nuovi dispositivi né con quali operatori statunitensi. Gli investitori vogliono essere sicuri che siano disponibili prima di Natale".

I giochi, in ogni caso restano aperti. Nokia, come abbiamo sottolineato nei giorni scorsi, spera di trarre vantaggio dalle bagarre scaturita dalla guerra dei brevett i che potrebbe penalizzare gli smartphone Android. E IDC è pronta a scommettere che i terminali Windows Phone possano raggiungere entro il 2016 il 19,2% del mercato.

La leadership del sistema operativo di Google, per il momento, non è comunque in discussione: secondo i dati rivelati dall’ex Ceo della grande G Eric Schmidt, ogni giorno vengono venduti nel mondo più di 1 milone e 300 mila dispositivi equipaggiati con la piattaforma dell’alieno verde.

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