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Nokia, Rim e Htc: una poltrona per tre?

In uno scenario nel quale Apple e Samsung continuano a darsi battaglia (anche nelle aule dei tribunali) chi può ambire alla palma del terzo incomodo?

– Credits: Nokia, Rim, Htc

Quando nel 2011 Stephen Elop annunciò pubblicamente la partnership fra Nokia e Windows Phone , fu molto chiaro: “Ci aspettano due anni di transizione, ma dal 2013 potremo raccogliere i frutti di questo cambiamento".

A tre mesi dall’anno della verità viene da chiedersi a che punto sia il percorso intrapreso dalla società finlandese, soprattutto ora che la guerra dei brevetti sembra aver dato (seppur involontariamente) una spinta alle ambizioni di Espoo .

Nokia, di certo, non brancola nel buio, avendo alle spalle un alleato del calibro di Microsoft, società che a giudicare dalle ultime mosse ha le idee chiare su ciò che vuole (e non vuole) fare nell’ambito della mobilità. Ora che tutte le carte relative a Windows 8 e Windows Phone 8 sono state scoperte lo possiamo dire: gli smartphone Nokia del futuro (e chissà mai, un giorno, i tablet) rientrano in una logica di ecosistema più che di prodotto, nei quali i telefonini rappresentano uno dei vari canali per accedere al mondo Microsoft. Senza soluzione di continuità. Un mondo che milioni di utenti conoscono a menadito, non solo per via dei Pc e dei loro applicativi (a cominciare da Office), ma anche per via dei giochi (Xbox), dell'interazione uomo-macchina (Kinect), dei servizi Web e delle applicazioni cloud (da Hotmail a Skydrive) fino ai motori di ricerca (Bing). Se a tutto questo ci aggiungiamo la gigantesca dote di Nokia nel settore delle tecnologie per la mobilità (mappe comprese), ecco perché c'è ragione di credere che il quadro - almeno sulla carta - sia competitivo.

Ma, si capisce, non c’è solo Nokia a guardare con interesse a ciò che accade nella parte alta del mercato. Con Apple e Samsung stabilmente e litigiosamente sui primi due gradini del podio (insieme, rileva IDC, fanno più del 50% delle vendite di smartphone), sono tanti i produttori che puntano a candidarsi come terzo polo del mercato più ricco delle nuove tecnologie. Rim e Htc, tanto per cominciare.

Rim, seppure con risvolti diversi, ha sofferto in questi anni di alcuni degli stessi problemi di Nokia, e in particolare della mancanza di un connubio hardware-software-applicazioni capace di entrare nelle grazie del grandissimo pubblico. Per questo motivo, Thorsten Heins, il Ceo che si è insediato al vertice della casa canadese a inizio anno, ha voluto giocarsi tutte le sue carte su Blackberry 10 , un sistema operativo (lo vederemo nel 2013) studiato fra le altre cose per consentire agli sviluppatori di creare più applicazioni (e con meno fatica) rispetto al passato.

Diverso il discorso per Htc, società che – sostiene l’Economist in questa analisi - potrebbe avere meno difficoltà delle rivali a conquistarsi un ruolo da protagonista. A patto che torni a fare quello che le riusciva meglio: realizzare dispositivi di tendenza. Su questo fronte c’è molta attesa per l'uscita di tre nuovi dispositivi – nome in codice di Rio, Accord e Zenit – che la società si appresta a lanciare nelle prossime settimane. Si tratta di tre nuovi smartphone motorizzati Microsoft, una scelta che secondo molti sarebbe il primo segnale di un disaffezione ad Android, considerate le grane legali che la società di Taiwan – al pari di Samsung – dovrà affrontare con Apple nei prossimi mesi.

Certo, per i tre produttori le chances potrebbero diminuire qualora arrivasse un quarto incomodo a sparigliare le carte. Un nome, a dire il vero, c’è già ed è quello di Amazon: la società di Jeff Bezos, da quel che si dice , starebbe già lavorando sul suo primo smartphone Android e, per non farsi mancare niente, avrebbe giù assoldato il suo personalissimo guru per la gestione dei brevetti e della proprietà intellettuale, Matt Gordon, ex direttore di Intellectual Ventures Management LLC.

Perché la partita, ormai lo si è capito, d’ora in avanti si giocherà anche e soprattutto nelle aule dei tribunali.

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