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Microsoft: si dimette Sinofsky, il papà di Windows 8 (e Surface)

In una lettera ai dipendenti, il numero due di Redmond, da tre anni al timone del reparto di sviluppo di Windows, spiega le ragioni del suo addio

– Credits: AP Photo

Clamoroso a Redmond: Steven Sinofsky lascia Microsoft. Steven chi? Il nome, impronunciabile, non dirà gran che all’utente medio italiano, e nemmeno l’immagine a dire il vero aiuta molto. Minuto e discreto, con quel portamento che pare più quello di un dipendente pubblico, Sinofsky sembra l’esatto contrario del vulcanico e gigantesco Steve Ballmer, Eppure, per chi non lo sapesse, stiamo parlando della vera anima tecnologica di Microsoft, di colui che ha guidato lo sviluppo di tutti gli ultimi prodotti della casa americana, da Windows 7 a Surface.

Una grossa perdita per Microsoft, dunque, tanto più se si considera il tempismo della decisione. Sinfosky lascia infatti all’indomani dell’annuncio di Windows 8, un sistema operativo che – come abbiamo avuto modo di sottolineare altrove – rappresenta una vera e propria linea di demarcazione fra il passato e il futuro dell’azienda. Un po’ come se il capitano abbandonasse la nave dopo averla traghettata in acque mai esplorate.

Già, ma perché? Per quale motivo Sinofsky ha lasciato un’azienda di cui, di fatto, poteva considerarsi il vero capo operativo? Nell’email scritta alla società e ai dipendenti non ci sono particolari riferimenti a fatti, persone e cose che in un modo o nell’altro abbiano influito sulla decisione.

"Qualcuno potrebbe fare speculazioni su questa decisione o sul tempismo dell’annuncio”, spiega Sinofsky nella lettera. “Vi posso però assicurare che nessuna di questa corrisponde al vero dal momento che si tratta una scelta personale e privata che in nessun modo riflette speculazioni o teorie sul mio conto, o su quello della società e della sua leadership ".

Sembrerebbe quindi la scelta di un uomo adulto e vaccinato che dopo 23 anni di onorata carriera decide di buttarsi in una nuova avventura professionale. D’accordo, ma il dubbio rimane.

Rimane perché decisioni di questo tipo riflettono spesso attriti e dissapori fra le persone. L'uscita di scena di Scott Forstall , allontanato da Apple per via di una personalità ritenuta troppo ingombrante (da Tim Cook, e non solo) ha molto da insegnare in questo senso.

Eppure, questo non sembra essere il caso di Sinofsky, uno che godeva della stima e dell’appoggio pressoché incondizionato di Steve Ballmer. Anzi, c’è chi dice che siano stati proprio i risultati raggiunti da Sinofsky a guidare la recente opera di razionalizzazione (qualcuno ha parlato di sinofskyzzazione) voluta dallo stesso Ballmer per rifondare le alte sfere della società. Sinofsky incarna infatti il prototipo del top manager che si è costruito dal basso, attraverso la competenza maturata sul campo, un aspetto che sta molto a cuore all’attuale Ceo della grande M.

Ma, si sa, anche gli amori più intensi finiscono. E allora non si può ignorare che non più di un giorno fa, Steve Ballmer ha fatto sapere a tutto il mondo che le vendite di Surface sono modeste . Quasi una mezza bocciatura per quello che dovrebbe essere il prodotto di punta della “nuova” Microsoft, l’anti iPad per eccellenza, ma soprattutto il “figliuolo” prediletto di Sinofsky. Che, sottolineano i maligni, non a caso ha scritto la sua ultima lettera all’azienda proprio da un tablet Surface.

L’impressione, al di là di tutto, è che sia soprattutto Microsoft ad avere qualcosa da perdere. Con tutto il rispetto per Julie Larson Green (colei che da oggi prenderà il posto di Sinosfsky), il vuoto lasciato dall’ex responsabile di Windows è di quelli che difficilmente si colmano dall’oggi al domani.

Per competenza, carisma e capacità di innovare, Sinofsky ha infatti tutte le caratteristiche che servono a una società come Microsoft per competere ad alto livello con colossi del calibro di Google ed Apple. Qualcuno – in tempi non sospetti – lo definì addirittura come l’unica persona al mondo in grado di sostituire Steve Jobs alla guida di Apple . E scusate se è poco.

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