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Microsoft, ecco chi dovrà guidare il rilancio dopo l'addio di Ballmer

Alla ricerca del Ceo ideale, capace di creare prodotti davvero innovativi per i consumatori e servizi adeguati alle imprese nell'era dei device sempre connessi e del cloud computing

Tony Bates, con Skype in Microsoft (Photo by Kevork Djansezian/Getty Images)

Chi prenderà il posto di Steve Ballmer alla guida di Microsoft?

Il profilo rivela una persona tra i 40 che ai 50 anni, probabilmente già in azienda; attualmente impegnata in attività dall'aspetto e dalla sostanza innovativa. Tuttavia, scavando un po' più a fondo nei bisogni della corporation fondata da Bill Gates, scopriremmo che forse il Ceo giusto per il rilancio non esiste.

Cominciamo con due nomi:

Tony Bates era il Ceo di Skype, azienda comprata proprio da Microsoft-Ballmer per 8,5 miliardi di dollari. Oggi è Executive Vicepresident per il Business Development, vale a dire, si occupa delle strategie aziendali.

Satya Nadella invece è Executive Vice president per il Cloud e l'Enterprise. Pare sia molto accreditato e rispettato e ha il vantaggio di conoscere bene - ovviamente - i possibili sviluppi del cloud computing, la struttura organizzativa e di impiego dell'information technology sulla quale tutti sembrano ormai scommettere e che, per esempio, sta dando a Amazon un potere che chi si occupa solo di mercato consumer tende a dimenticare.

Opzioni esterne:

Secondo Woody Leonhard di Infoworld, nome plausibile è quello di Bill Veghte - che molti danno in lizza anche per il vertice di Hp, della quale è appena stato nominato capo dell'Enterprise Group.

Anche Tom Warren di The Verge punta su Bates e, come possibile alternativa, Reed Hastings, Ceo di Netflix.

Ma cosa dovrà fare il nuovo Ceo di Microsoft?

Qui sembrano tutti d'accordo, ma come si dice, è troppo facile. Si tratta di traghettare l'azienda trasformandola da semplice - gigantesca - produttrice di software (con qualche eccezione buona, come la Xbox e meno buona, come il Surface) in una concentrata sui device mobili di qualità e i servizi di alto livello alle imprese.

In particolare, dice Simon Bisson su CiteWorld, potrebbe proprio essere il passaggio al modello dei servizi per le imprese la chiave del successo o del fallimento della nuova Microsoft.

Su quest'ultimo punto si trova forse l'indicazione e insieme la maggiore difficoltà alla soluzione del problema di scegliere la persona giusta per il futuro:

Micrsoft deve in realtà trovare l'equilibrio fra la vocazione corporate e quella rivolta ai consumatori. Su questo Ballmer aveva le idee chiare, tanto è vero che aveva riorganizzato l'azienda proprio qualche settimana fa proprio per facilitare il raggiungimento di questo equilibrio. 

Come sottolinea Peter Bright su Ars Technica  - chi sostituirà Ballmer dovrà unire i mondi dell'informatica per le aziende e quella  per i consumatori. Questa persona deve avere l'influenza e la forza persuasiva almeno simile a quella di Bill Gates; deve avere la visione per immaginare prodotti che attirino i consumatori, capaci di ridefinirne i bisogni e le abitudini, come ha fatto Steve Jobs con Apple, ma senza «l'ostilità di Jobs verso l'enterprise computing». Invece della grande fiducia sempre dimostrata da Ballmer verso i propri prodotti, il nuovo Ceo dovrà avere lo stesso occhio critico che ha sempre dimostrato Gates. E dovrà continuare sulla strada opportunamente tracciata da Ballmer: device e servizi.

Ma esiste sul mercato o in Microsoft una persona con queste caratteristiche?

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