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Il Jim Cramer cinese? E' un bluff

Al posto di consigli precisi e affidabili Hu Bin vende emozioni e speranze. Così ha conquistato la fiducia e la stima degli operatori finanziari cinesi

Il blogger cinese Hu Bin

Negli Stati Uniti è stato soprannominato il Jim Cramer cinese. In Italia dovemmo paragonarlo a Fabrizio Goria . Ma leggendo attenzione il suo blog diventa subito evidente che Hu Bin ha ben poco in comune con i guru della finanza nostrana e internazionale.

Questo giovane cinese ha appena 26 anni ed è già riuscito a realizzare i suoi due più grandi sogni: guadagnarsi da vivere divertendosi e, soprattutto, diventare famoso. Che il suo successo dipenda da un blog di notizie finanziarie (e non solo) è un fatto incidentale.

Che sia stato o meno ispirato da una passione innata, resta il fatto che in un paio d'anni Hu Bin è riuscito a trasformare il suo blog da piattaforma totalmente anonima a una delle pagine più visitate della rete cinese. E grazie a 400milioni di visualizzazioni è stato ufficialmente riconosciuto dal quotidiano China Daily come una delle dieci personalità più influenti nel panorama della finanza orientale.

Perché questo blogger cinese è diverso da Cramer? Cosa lo ha spinto a puntare sulla finanza per diventare famoso? Da cosa dipende il suo successo? Rispondere a queste domande è fondamentale per capire come si muovono gli operatori cinesi nel mondo della finanza globale.

Dopo aver studiato, con ben scarsi risultati, filosofia, marxismo e persino psicologia, il giovane Hu decise di abbandonare l'università per inseguire il suo più grande sogno. Quello di diventare famoso. "Tutto è cominciato quando il Premier Wen Jiabao, nel 2008, annunciò il maxi-piano da quattro trilioni di yuan (poco meno di seicento miliardi di dollari, ndr) per salvare la nostra economia dalle conseguenze della grande crisi", ha spiegato il blogger a Bloomberg Businessweek . "All'improvviso ho pensato che avrei potuto utilizzare a mio vantaggio l'abbondante liquidità disponibile sul mercato". Come? "Vendendo" emozioni e speranze. Catturando in questo modo la simpatia e la fiducia di chi avrebbe deciso di seguire con regolarità le sue discussioni in rete.

Quando ha lanciato il suo blog di finanza Hu Bin capiva poco o nulla. Poi nel tempo qualcosa in più lo ha imparato. Eppure, non è con consigli e previsioni precise e affidabili che si è guadagnato la fiducia e la stima dei suoi followers, ma ci è riuscito con la forza delle emozioni, e facendo ampio uso di iperboli.

Il blogger cinese tiene moltissimo all'immagine. Tant'é che anche il suo blog è pieno di fotografie che lo ritraggono mentre medita in luoghi romantici. Scatti che dovrebbero ulteriormente aiutarlo a fidelizzare la sua schiera di seguaci sognatori.

Sognatori? Chi si occupa di investimenti in Cina ama forse lasciarsi guidare dalle emozioni più che da numeri e proiezioni? Ebbene sì. Perché è stato con previsioni esagerate (che puntualmente non si sono mai verificate) che Hu Bin si è conquistato il centro della scena. Un atteggiamento che gli ha fatto guadagnare anche tante critiche, che lui però giudica altrettanto utili e positive. "L'importante è che si parli di me".

Ma ai cinesi che vogliono buttarsi nel mondo della finanza Hu Bin cosa consiglia? Beh, perfettamente consapevole di non essere seguito dai professionisti del settore, il blogger ammette che la maggior parte delle persone che si rivolge a lui per chiedere qualche consiglio farebbe bene a evitare di lanciarsi in sfide finanziarie. Eppure, sapendo che questi ultimi finiranno inevitabilmente col soccombere all'attrazione dei mercati, cerca di aiutarli ad evitare che commettano errori irreparabili. Usando il buon senso.

Quello di Hu Bin è quindi soltanto un bluff? Non proprio. Anzi, la sua impresa dovrebbe portarci a riflettere sull'attuale grado di immaturità della finanza cinese. Che proprio in virtù di questa sua fragilità continuerà a offrire moltissime opportunità a chi si farà venire in mente qualche buona idea per coglierle. Quindi insomma, chi si sente in grado di dare buoni consigli si faccia avanti: in Cina c'é (ancora) spazio per tutti.

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