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Febbre da Ipo: i cinque collocamenti hi-tech più hot del 2013

Twitter, Alibababa e le altre tre debuttanti che promettono di far dimenticare l'Ipo flop di Facebook del 2012. In arrivo sulle Piazze finanziarie una montatgna di titoli 2.0

Twitter, una delle Ipo più attese del 2013. Credits: Lionel Bonaventure/Getty Images

È febbre da Ipo (initial public offering, ovvero offerta pubblica sul mercato) hi-tech in chiave 2.0. Il ritorno di Facebook sopra al prezzo di collocamento del maggio 2012 (38 dollari), ha ridato coraggio ai propositi di quotazioni di social network, piattaforme e-commerce, società attive nel cloud e più in generale realtà comunque presenti sul web. I mercati internazionali fremono.

In arrivo sulle Piazze finanziarie, probabilmente già entro fine anno, ci sono big come Twitter o il gigante cinese Alibaba, e giovani realtà innovative, di dimensione più modeste ma comunque superiore al miliardo (ovvero rientrerebbero serenamente tra le blue chip di Piazza Affari). L'essenziale è evitare il flop dell'Ipo di Facebook e le successive, infuocate, polemiche sull'operazione. La regina dei social network, anche sulla spinta della febbre da Ipo e di un’aggressiva campagna portata avanti dalle banche coinvolte nell'operazione (Morgan Stanely è stata multata per 5 milioni per aver esercitato "un’influenza impropria" sugli analisti) era arrivata ad valutazione complessiva di 104 miliardi (24 volte il fatturato e oltre 107 volte circa gli utili), salvo poi affondare violentemente in Borsa.

Per evitare una replica, c’è già chi consiglia alle prossime debuttati hi tech di seguire l’esempio di Google, tenere quindi a freno i prezzi e ridurre il peso delle banche nella di determinazione del prezzo di collocamento. E in effetti il re dei motori di ricerca, valutato "solo" 6 volte il fatturato e 15 volte gli utili, ha chiuso il primo giorno di quotazione in rialzo del 18%.

In attesa di verificare le strade che le singole società decideranno di seguire, ecco cinque delle più attese e bollenti Ipo hi-tech dei prossimi mesi

  • Twitter. Dovrebbe essere ormai questione di pochi mesi. A nulla valgono le smentite ufficiali del presidente Dick Costolo. Lo sbarco in Borsa si sta avvicindando a ritmo di marcia. lo dimostrano le ultime assunzioni effettuate dal gruppo in ruoli chiave in caso di quotazione. Nel giro di poco tempo infatti sono entrati nella squadra di Twitter il direttore finanziario Mike Gupta, ex Zynga a Cynthia Gaylor, ex investment banker di Morgan Stanley, a cui è stato affidato lo sviluppo aziendale. Secondo fonti di mercato, proprio in questi giorni, il top management avrebbe avviato le trattative preliminari all’operazione con le maggiori banche d’affari tutte in prima fil aper non farsi sfuggire il nuovo affare del secolo. Attualmente le valutazioni della società viaggiano intorno ai 10 miliardi di dollari, 17 volte circa i ricavi stimati per fine anno (583 milioni).
  • Alibaba, leader nella distribuzione on line a livello mondiale e partecipato da Yahoo! (al 24%) dovrebbe arrivare in Borsa per fine anno. Il nodo principale da risolvere in questo momento è la Piazza di approdo. A contendersi il colosso cinese sono infatti Hong Kong (a quanto pare disposta persino a cambiare le norme che regolano il listino riguardanti la struttura proprietaria dei gruppi, pur di ospitare l'Ipo) e New York. Si parla di una valutazione mostruosa e compresa tra 62,5 miliardi (84 volte gli utili...eBay vale 27 volte gli utili, Amazon però 86) e i 100 miliardi di dollari (134 volte gli utili sulle stime di Morgan Stanley), anche non mancano taluni analisti (come Evercore Group) che si sono spinti fino a 120 miliardi. Valutazioni stellari certo, ma è anche vero che il colosso cinese promette di triplicare i propri numeri entro il 2015.
  • Square, attiva nei sistemi di pagamento in mobilità (negli Usa Square Wallet è il sistema più utilizzato di pagamento via cellulare) condivide con Twitter il co-fondatore, Jack Dorsey. A giugno ha assunto Sarah Friar, ex Godman Sachs, come direttore finanziario. Un segnale ritenuto inequivocabile che l'Ipo si avvicina.
  • Gilt, società di New York attiva nelle vendite flash on line per prodotti di alta gamma, dalla moda, al design ai viaggi. L'Ipo costituisce una via di uscita attraente per gli investitori iniziarli tra cui numerosi venture capital. Le ultime valutazioni del gruppo si attestano intorno a un miliardo di dollari.
  • Zulily, un altro sito di e-commerce specializzato in prodotti per mamme e bambini. Stando ai rumors di Wall Street, la società avrebbe avviato i contatti con le banche per arrivare ad un collocamento entro fine anno. Solo un anno fa, il fondo di venture capital Andreessen Horowitz era entrato nella società con un'operazione che valutava l'intera Zulily un miliardo di dollari.
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