Tasse

Tobin tax e imposta di bollo: non ci siamo

Ecco perché rimandiamo il Governo Monti in fiscalità

Il premier Mario Monti con il premier inglese David Cameron (Credits: Carl Court - WPA Pool/Getty Images)

Avvolto nella bandiera della recuperata credibilità internazionale – bandiera, sia chiaro, ben meritata – il governo Monti sta però distinguendosi per una ragguardevole serie di corbellerie fiscali, destinate a essere cancellate dalla storia e dal buon senso. L'ultima è questa della Tobin Tax, l'altra – più tecnica e meno clamorosamente insulsa ma proprio per questo ancora più grave – è quella del prelievo sui fondi.

Introdurre la Tobin Tax secondo i dettami di Francia e Germania, e nell'assenza del Regno Unito, è un errore concettuale , perchè spinge le grandi transazioni a emigrare dalle piazze dove la tassa si paga in quelle dove, appunto la Gran Bretagna, non si paga. Significa che tre quarti delle transazioni che si effettuano in Europa restano esenti, e il gettito ipotizzato dall'Unione europea in 56 miliardi sarà al massimo di 20. Inoltre incide sulla compravendita di titoli già emessi (1 per mille su azioni e obbligazioni per transazioni che non si chiudono nell'arco della stessa giornata in cui sono state aperte e 1 per diecimila su transazioni in derivati): non incide sul trading intra-day, che è quello dominante. Prima stranezza. Non incide sulle transazioni in cambi valutari e materie prime, seconda stranezza.

Monti spera di convincere la Gran Bretagna ad accettare la Tobin Tax, ma non ne ha né il peso né il tempo.

Quanto alla competenza, che pure ha, farebbe meglio a investirla nel riscrivere una norma demenziale inclusa nella “mini-patrimoniale”, cioè un prelievo annuale – sì, insomma: un'imposta di bollo - sugli investimenti finanziari. Le norme che regolano il prelievo, però, sembrano scritte da un masochista. Cosa prevedono le norme sull’imposta di bollo?

1) un prelievo annuo dell’1,5 per mille su prodotti e strumenti finanziari con un importo minimo di euro 34,2 (per il solo 2012, si applica un’aliquota dell’1 per mille ed una soglia massima di 1200 euro);
2) un prelievo annuo su conti correnti bancari e postali e sulle polizze rivalutabili, diversamente dagli altri strumenti finanziari, forfettariamente fissato ad euro 34,20; l’imposta non viene applicata in caso di giacenza media annua inferiore ad euro 5.000.

In sintesi, il mondo degli investimenti viene diviso in due: quelli che depositano i propri risparmi in banca, presso le Poste o in una polizza assicurativa rivalutabile pagano un’imposta forfettaria di 34,2 euro e sono esentati dal pagamento in caso di giacenza annua inferiore a 5.000 euro; quelli che invece investono in fondi d’investimento e SICAV, in una gestione patrimoniale, in una polizza unit-linked, in un conto-deposito o direttamente in titoli obbligazionari od azionari, subiscono il pieno impatto della minipatrimoniale pagando un’aliquota annua dell’1,5 per mille senza alcuna soglia di esenzione.

Conseguenze? Demenziali: per i patrimoni inferiori a 22.800 euro (o 34.200 euro, per il primo anno di applicazione) l’imposta viola il principio della proporzionalità. Un risparmiatore che detenga 100 euro in un fondo o Sicav (caso tipico all’inizio di un piano di accumulo) dovrà comunque pagare l’imposta minima di 34,2 euro, pari ad una aliquota annua del 34,2 per cento: una confisca! Un risparmiatore che detenga 1000 euro in un fondo o Sicav, pagando comunque un’imposta di bollo pari a 34,20 euro, sarà assoggettato ad un’aliquota annua del 3,42%.

Per contro, un risparmiatore che detenga fino a 5 mila euro sul proprio conto corrente bancario, presso il Banco Posta o in una polizza rivalutabile non paga alcuna imposta di bollo. Non basta. Un risparmiatore che detenga 100.000 euro in fondi, Sicav, gestioni patrimoniali o polizze unit-linked paga un’imposta di bollo di 150 euro (1,5 per mille); un risparmiatore che detenga lo stesso ammontare in conti correnti bancari o postali od in una polizza rivalutabile paga 34,20 euro. Il milionario che ha il suo milione in conto corrente o al BancoPosta paga un’imposta di bollo forfettaria di euro 34,20 ed il milionario che ha investito il suo milione in fondi d’investimento o Sicav pagherà, nel 2013, 1.500 euro di imposta.

Governo Monti rimandato in fiscalità.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti