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Tasse, ecco le ultime novità su Imus e Tari

L’entrata in vigore dell’imposta municipale secondaria slitta ancora di un anno, mentre per la tassa sui rifiuti occhio alle aliquote

immondizia

– Credits: Imagoeconomica

Come spesso capita, a distanza anche di tempo dall’approvazione annuale del cosiddetto decreto Milleproroghe, tra le pieghe, spesso insidiose, del provvedimento si scoprono misure che a una prima lettura risultano spesso decisamente poco evidenti . È il caso delle norme che l’ultimo decreto in questione, quello del 2015 convertito in legge circa una settimana fa, contiene a proposito di Imus, la cosiddetta Imposta municipale secondaria, e Tari, ovvero la nuova tassa sui rifiuti. Ma andiamo per ordine.

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Come noto, con un articolo di un decreto legislativo risalente addirittura al 2011, è stata prevista l’introduzione a livello locale della cosiddetta Imposta municipale secondaria. Si tratta di un nuovo balzello che, per una volta, contiene in sé un elemento positivo, se così si può definire un qualcosa che abbia comunque a che fare con tasse ed esborsi. Ebbene, la nuova imposta prevede una sorta di razionalizzazione, di riordino e accorpamento di tutta una serie di imposte locali cui sono soggette soprattutto le attività produttive. Insomma, nessuno sconto in vista, però almeno la soddisfazione per il contribuente di mettersi in regola con il fisco con un solo versamento, invece che con una miriade di micro pagamenti.

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L’Imus infatti sostituirà, una volta a regime, una serie di balzelli locali come: la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (Tosap), il canone di occupazione di spazi ed aree pubbliche (Cosap), l’imposta comunale sulla pubblicità e i diritti sulle pubbliche affissioni, il canone per l’autorizzazione all’installazione dei mezzi pubblicitari. Ebbene, la novità è che la nuova imposta in questione, la cui entrata in vigore era stata prevista per il 2014, scadenza poi slittata al 2015, con il Milleproroghe è stata di nuovo posticipata al 2016. Per quest’anno dunque, bisognerà ancora districarsi tra i vari versamenti delle diverse imposte sopra elencate. Per quanto concerne invece la Tari, la nuova tassa sull’immondizia invece, la novità approvata dal Parlamento riguarda le aliquote da applicare ai versamenti.

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I Comuni infatti avevano tempo fino allo scorso 30 novembre 2014 per emanare le specifiche aliquote locali cui si sarebbero dovuti assoggettare i contribuenti. Ebbene, per le amministrazioni locali che non sono state in grado di approvare le aliquote in questione, il Milleproroghe ha previsto che a fare fede per i contribuenti saranno le vecchie aliquote quelle approvate nel 2013. Con una postilla però che lascia non poco interdetti. Infatti, è stato anche deciso che le eventuali differenze fra il gettito ottenuto applicando le tariffe 2013 e il costo effettivo del servizio saranno recuperabili nell’anno 2015. Quindi, nonostante le colpe della mancata emanazione delle nuove aliquote siano imputabili esclusivamente alle giunte locali, a colmare eventuali buchi contabili saranno ancora una volta i contribuenti.

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