Tasse

Le tasse in calo secondo la Corte dei Conti

Nella sua relazione finanziaria, le sezioni riunite rilevano un -0,2%. In calo anche il gettito: -1%

Raffaele Squitieri, presidente della Corte dei Conti – Credits: DANIELE SCUDIERI / Imagoeconomica

Nel 2013 le tasse sono calate dello 0,2%. Lo dice la Corte dei Conti nel suo rendiconto finanziario per l’anno appena trascorso. Sempre nel 2013 il gettito fiscale è diminuito dell’1% per la sola parte tributaria (mentre il calo complessivo è stato dello 0,3%): una riduzione che non si verificava dal 2009, l’anno più nero della crisi internazionale. Secondo Enrica Laterza, presidente del coordinamento delle sezioni riunite della Corte dei Conti, da 50 anni ogni anno gli italiani hanno pagato più dell’anno precedente: una serie che si è interrotta solo due volte, nel 2009 e nel 2013. Però la riduzione del gettito non è coincisa con una "redistribuzione del carico tributario intesa a favorire i fattori produttivi (redditi da lavoro e di impresa). Un’operazione, questa, decisiva anche nell’ottica della ripresa dell’economia e che è improprio subordinare a recuperi di gettito (da evasione, erosione e mancata riscossione) sempre richiamati ma che si rivelano largamente incerti nei tempi e nelle dimensioni".

Secondo la Corte "gli aspetti complessivamente positivi del quadro finanziario, dovuti alle rigorose manovre di correzione dei conti pubblici e ai ripetuti e diffusi interventi di riduzione della spesa, non trovano riscontro in un’apprezzabile e stabile miglioramento sul versante dell’economia". Senza sforare i vincoli europei, come il governo peraltro non vuole fare, la Corte chiede un "orientamento delle leve di bilancio verso obiettivi che superino il solo rigore".

Gli interventi da realizzare nel corso dei prossimi anni riguardano soprattutto il taglio della spesa ma con una modalità che, per il momento almeno, non sembra trovare accoglimento nei programmi del governo. Se proprio ieri il commissario alla Spending review, Carlo Cottarelli, nella sua audizione al Parlamento, ha detto che non sono previsti ulteriori tagli della spesa per il 2014, la Corte afferma, invece, che è necessario "ridisegnare e ripensare i confini della Pubblica amministrazione, comprese le modalità di prestazione dei servizi alla collettività, dalla salute all’istruzione". Un accenno che sembra aprire in modo molto deciso alla liberalizzazione più marcata del mondo dei servizi ai cittadini. La strategia, quindi, per la Corte, non deve essere quella di "sforbiciare" la spesa pubblica, ma di ridurre la "quantità" di Stato: "Non si tratta – afferma infatti – solo di eliminare gli sprechi, ma di affrontare il tema del ‘perimetro’ pubblico".

La Corte, nel suo rendiconto finanziario, si occupa anche dei recenti scandali come Expo e Mose, e indica nella mancanza di controlli il motivo principale dell’esplosione della corruzione, almeno in questi due casi. I controlli sono stati "smantellati in virtù dell’urgenza che hanno di fatto favorito la corruzione", ha spiegato il procuratore generale della magistratura contabile Salvatore Nottola.

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