Tasse

Il paradosso della Tares: rincari più alti per chi sporca di meno

Unioncamere: aumenti anche del 50% per scuole e case di cura che fino ad oggi avevano tariffe agevolate. Colpa delle inefficienze dei Comuni

rifiuti

La Tares è una tassa pensata alla tedesca, ma se applicata a una realtà bizantina come l'Italia rischia di andare ben al di là delle intenzioni di chi l’ha proposta: in altre parole, per certe attività che sporcano meno si profila una stangata con aumenti addirittura del 50%.

Difficile non trarre questa conclusione leggendo il recente studio di Unioncamere (qui il rapporto) che ha provato a calcolare il peso della nuova tassa sui rifiuti (ex Tarsu).

Perché, dati alla mano, ad essere penalizzate ''con rincari compresi tra il 20 e il 50% saranno anche scuole e case di cura che fino ad oggi avevano beneficato di tariffe molto contenute'', anche se il conto sarà più salato in termini assoluti per le aziende dei settori dell'ortofrutta, bar, mense e ristoranti (circa 360mila imprese)'', che la legge Ronchi ''individua come quelle a maggior contenuto potenzialmente inquinante'', e cioè quelle che producono più rifiuti.

Pagheranno un po' meno, invece, alcune attività che producono meno rifiuti urbani: cinema, autorimesse, espositori, banche, negozi, ma anche industrie e laboratori artigianali.

La Tares, spiega Unioncamere, segue una "logica europea secondo cui paga di più chi produce più rifiuti": ciò "dovrebbe servire per passare da una mera gestione delle tariffe locali ad una in cui le tariffe diventano una leva capace di incentivare i comportamenti più virtuosi e penalizzare, invece, quelli più nocivi e meno sostenibili".

Nei fatti però la realtà è ben diversa. Rispetto a quanto pagato finora, infatti, la differenza è legata all'applicazione della seconda componente della tassa, quella che riguarda i servizi comunali indivisibili (illuminazione pubblica, manutenzione delle strade e del verde, polizia locale ecc.).

Bene, poiché i comuni sono stati lasciati da soli (responsabilizzati, si potrebbe dire altrimenti) e avranno l'onere di coprire al 100% i costi dei servizi erogati con quanto incassato, più gli amministratori locali saranno capaci, meno saranno le tasse che graveranno sulle imprese e attività che "sporcano" meno.

L'aumento di questa quota, infatti, potrà oscillare da un minimo del 2% fino ad un massimo del 15%. Ma c’è da scommettere che la forchetta tenderà, nella maggior parte dei casi, verso quest’ultima percentuale. Di qui, la prevedibile stangata.

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