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Sanatoria sulle liti fiscali: come funziona

Il beneficio vale solo per le controversie con l’Agenzia delle entrate e le domande andranno presentate entro il 30 settembre 2017

Con la manovrina che presto sarà approvata dal Parlamento, arriverà anche il via libera alla sanatoria sulle liti fiscali. Si tratta della possibilità concessa ai contribuenti di ottenere uno sconto su eventuali debiti con il fisco, in cambio però della rinuncia alla prosecuzione del contenzioso giudiziario eventualmente aperto con l’amministrazione pubblica. Una sorta di rottamazione che dovrebbe seguire il modello di quella attuata in passato per le cartelle di Equitalia e che nelle intenzioni del governo dovrebbe servire da un lato a fare ovviamente cassa, e dall’altro a far rifiatare un minimo l’amministrazione giudiziaria civile da sempre ingolfata di processi. Ma vediamo nel dettaglio chi avrà diritto all’eventuale beneficio fiscale e come fare per poterlo ottenere.

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Le controversie ammesse
Innanzitutto è bene precisare che la sanatoria in questione vale solo per le liti fiscali in corso con l’Agenzia delle entrate, indipendentemente dalla fase di giudizio in cui si trovino, ovvero in Commissione tributaria provinciale, Commissione regionale o anche in Cassazione. Fondamentale poi per ottenere gli effetti della cosiddetta “rottamazione” è che il procedimento giudiziario, ossia la costituzione in giudizio di primo grado del contribuente sia avvenuta entro il 31 dicembre 2016. Questo significa che eventuali controversie sorte in questi primi mesi del 2017 non saranno ammesse alla sanatoria. Attenzione perché dal novero delle liti per le quali è possibile beneficiare della sanatoria nonostante riguardino comunque l’Agenzia delle entrate, sono espressamente escluse quelle inerenti risorse proprie dell'Unione europea, recuperi di aiuti di Stato indebitamente fruiti e Iva riscossa all'importazione.

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Gli sconti previsti
Il contribuente che accettasse di mettere fine al contenzioso giuridico, sarebbe tenuto comunque al pagamento di tutto il dovuto, cioè degli importi contestati dall’Agenzia delle Entrate nell'atto impugnato, mentre gli verrebbero abbonate le sanzioni e gli interessi di mora. Nel caso l’oggetto della controversia fosse il solo pagamento di eventuali sanzioni e interessi di mora arretrati, il contribuente potrà chiudere la vicenda versando il 40% del dovuto.

Scadenze per domande e rate
Chi fosse nelle condizioni per ottenere gli effetti della sanatoria, dovrà presentare regolare domanda entro il 30 settembre 2017. Nel caso gli importi da pagare fossero poi superiori ai 2mila euro, è possibile beneficiare anche del versamento a rate, secondo il seguente scadenzario:
- la prima rata, pari al 40% del totale, entro il 30 settembre 2017;
- la seconda rata , pari al 40% del totale, entro il 30 novembre 2017;
- la terza e ultima rata, pari al residuo 20%, entro il 30 giugno 2018.

Cartelle e sanatoria: una nota importante
Si è molto discusso, in fase di definizione della sanatoria, del caso di contribuenti che avessero in ballo processi su cartelle esattoriali rottamabili secondo la procedura agevolata già attuata qualche tempo fa e per la quale sono stati tra l’altro anche allungati i termini di scadenza. Ebbene, è stato stabilito che qualora le somme per cui il contribuente intende avvalersi della sanatoria riguardino appunto cartelle esattoriali rottamabili fino a venerdì 21 aprile, sarà obbligatorio aver presentato la domanda di rottamazione che, tra l'altro, prevede proprio l'obbligo di abbandonare eventuali liti pendenti.

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