Tasse

Redditest, le tre insidie da superare

Il peso diverso delle voci di spesa, il valore che cambia in modo poco logico in base al luogo di residenza, i problemi con i metri quadrati delle case. I primi grattacapi dello strumento dell'Agenzia delle Entrate

(Credits: Ansa)

Pare non accennare a placarsi la febbre da Redditest scatenatasi in Italia all’indomani della messa online del programma che permette di valutare la coerenza tra il proprio reddito e le spese sostenute. L’Agenzia delle entrate, per ferree ragioni di privacy non fornisce i dati sul numero di download del test registrati in questi giorni. Ci fa però sapere un altro dato che può risultare significativo: il video che spiega le modalità in cui il redditest andrebbe compilato , in pochi giorni ha registrato più di 120mila visualizzazioni. E pensare, fanno notare ancora dall’Agenzia, che fino a ad oggi il contenuto più visto sul sito aveva registrato appena 16 mila clic. Si può dunque presumere che in tanti abbiano voluto provare l’ebbrezza di verificare la propria coerenza fiscale, prima che a entrare in funzione sia il Redditometro , strumento per il quale mancano ancora una serie di regolamenti attuativi.

I risultati del Redditest, però, sono spesso contrastanti, con luci verdi e rosse che si accendono in maniera a volte abbastanza incoerente. Ecco perché conviene tenere conto di alcune insidie che si annidano in un programma che, a detta di tanti esperti del settore, necessiterà nel tempo certamente di una regolata. È quanto sostengono ad esempio i commercialisti del gruppo di Eutekne.info, che hanno realizzato una serie corposa di prove sul nuovo redditest, segnalando problemi non da poco.

ECCO COME COMPILARE IL REDDITEST ED ESSERE COERENTI

Il primo riguarda il valore che il programma assegna a determinate spese sostenute. In pratica, si consideri l’esempio di una persona fisica che vive da sola con un’età compresa tra i 35 e i 64 anni, con casa di proprietà, auto e uno stipendio lordo di 20mila euro. Viene fuori che nel caso egli sostenga 8.800 euro di spese, suddivise tra utenze, viaggi, spese di manutenzione dell’auto, gioielli ecc. il suo redditest appaia incoerente. Se però la stessa cifra relativa alle spese fosse imputata interamente a master universitari, allora magicamente tornerebbe ad essere coerente. Segno che alcune spese vengono considerate dal programma in una maniera diversa, con un peso relativo cioè disomogeneo. Un ragionamento che potrebbe tutto sommato avere una sua coerenza, se si volesse considerare ad esempio l’istruzione più meritoria dei viaggi. Peccato però che se gli 8.800 euro vengono spesi interamente in gioielli, il redditest ridà nuovamente luce verde e massima coerenza. Segno evidente che c’è qualcosa che non funziona.

Altro elemento che rende il redditest poco attendibile in questa fase, riguarda la dislocazione geografica dei contribuenti. Difatti considerando sempre il contribuente tipo sopra citato, se egli spende 6.000 euro di affitto e altri 5.000 di spese a vario titolo e vive a Milano, risulta incoerente. Peccato che la luce rossa dell’incongruità si accenda però anche nel caso il cittadino in questione venga posizionato a Canicattì, in provincia di Agrigento, dove notoriamente il costo della vita è nettamente inferiore.

Un’altra anomalia, che si trasforma in vera e propria insidia per qualsiasi compilatore di redditest, riguarda la superficie della propria casa. Ebbene, se per esempio consideriamo una qualsiasi famiglia con un figlio e un reddito derivante dal lavoro del solo marito pari a circa 35mila euro lordi, si scopre che il redditest appare incoerente con spese pari a circa 24mila euro e una casa di proprietà di 80 metri quadrati. Prendiamo pure come accettabile questo dato, e proviamo però a variare l’estensione dell’abitazione. Si scopre che a quota 50 metri quadrati il nucleo familiare per magia torna coerente e, se per puro gioco numerico, aumentiamo a 51 metri quadri l’abitazione, improvvisamente la luce torna rossa.

Insomma, tra computazione variabile dei tipi di spesa, ubicazione territoriale dei contribuenti ed estensione della propria casa, ce n’è abbastanza per guardare il Redditest con grande diffidenza. Un modo come un altro per suggerire all’Agenzia delle entrate di rivedere drasticamente alcuni criteri di computazione, prima che normali e oneste famiglie si trasformino di colpo in covi di evasori fiscali semplicemente giocando a dadi con qualche cifra.

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