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Tasse

Quote latte, nuovo fronte per l’Equitalia

Il governo Monti toglie all’Agea la riscossione delle multe mentre il settore soffre. Così allevatori e leghisti si preparano allo scontro

Credits: Elaborazione grafica di Stefano Carrara

L’inverno si annuncia caldissimo sul fronte delle quote latte. Il 10 ottobre, infatti, il governo Monti ha deciso di includere alla voce «entrate» del decreto stabilità i 720 milioni di crediti vantati nei confronti degli allevatori multati, riaffidandone le cartelle all’Equitalia che era stata estromessa dalla riscossione nel 2011. Fino a oggi l’Agea, controllata dal ministero delle Politiche agricole, non aveva mai calcato troppo la mano, secondo le malelingue perché imbottita di dirigenti in quota Lega nord. Anche se in molti sostengono che proprio la battaglia per un maggiore rigore sia costata il posto all’ultimo presidente Agea voluto dal Carroccio, Dario Fruscio.

Sta di fatto che a insorgere per primo contro il riaffidamento all’Equitalia è stato il deputato Fabio Rainieri, segretario della Lega nord Emilia e titolare di una delle aziende sanzionate. Ma presto la protesta potrebbe allargarsi: tra Imu quadruplicata per le stalle, aumenti delle materie prime e calo dei consumi (- 3,3 per cento), il comparto è in ginocchio e per mantenere inalterati i ricavi ha aumentato la produzione, con il risultato che a fine anno secondo la Coldiretti risulteremo ancora fuori quota per 300 mila tonnellate, attirandoci nuove sanzioni. Mentre lo scontento sale anche fra gli allevatori in regola, che nel 2009 avevano ottenuto sussidi per 45 milioni, in realtà mai ricevuti.

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