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Tasse

È Nutella Tax. E il mondo protesta

Dopo la Pasty tax e la Bagel tax, fa discutere l’aumento del 300% della tassa sull’olio di palma in Francia

Un’immagine dell’edizione 2008 del “Nutella Day”, a Torino (La Presse)

La 'Nutella Tax' sta diventando un caso mondiale. La proposta del senatore francese Yves Daudigny, accolta in Senato con 212 voti favorevoli e 113 contrari, prevede l’aumento del 300% della tassa sull’olio di palma. Da qui il nome della tassa, visto che la Nutella ne contiene fra il 16% e il 20%. La ragione: dannoso per la salute e per l’ambiente, considerato responsabile di colesterolo e obesità e, come se non bastasse, anche della deforestazione di Borneo, Sumatra e Indonesia che ha messo in pericolo la popolazione di orangutan.

Ma ai consumatori francesi l’idea non è piaciuta e tanto meno ai malesi che, insieme all’Indonesia, sono i due principali produttori e forniscono al mondo l’85% dell’olio di palma. I malesi hanno rimandato le accuse al mittente, ricordando al politico francese che, non solo l’olio di palma non contiene grassi saturi e Ogm, ma che la sua proposta ignora le vere fonti di grassi saturi della dieta dei francesi: carne, latte, burro e formaggi. Inoltre, il Malysian Palm Oil Concil ha sottolineato come l’olio di palma dia lavoro a 240mila contadini.

Attualmente, l’olio di palma è tassato cento euro a tonnellata e, dopo l’approvazione delle misura, la tassa arriverà a 400 euro a tonnellata. Frédéric Thil, direttore di Ferrero Francia , ha cercato di tranquillizzare i suoi clienti: ‘Se anche la tassa diventasse legge, non abbiamo intenzione di cambiare la nostra ricetta e, nella peggiore delle ipotesi, l’aumento sarebbe contenuto, pari a circa sei centesimi a vasetto e trenta centesimi per il vaso da cinque chili’.

I francesi, riferisce Le Monde , sono i primi consumatori dell’inconfondibile prodotto. Ogni anno, dalle loro cucine transitano 100 milioni di vasi di Nutella e 75mila tonnellate delle 235mila vendute nel mondo, contro le 70mila dei tedeschi e le 50mila consumate dagli italiani. In pratica, fa sapere il quotidiano, i francesi rappresentano lo 0,86% della popolazione mondiale, ma il 26% dei consumatori di Nutella.

La Francia non è nuova a misure di questo tipo: infatti, ha già alzato le tasse sulle bevande zuccherate e la nuova imposta sull’olio di palma dovrebbe fruttare 40 milioni di euro . Ma nella strategia di tassare il consumo per fare quadrare i conti, non è da sola. Le tasse sul consumo, infatti, sono diventate il tratto caratterizzante di questi anni. Molti economisti le ritengono un’alternativa alle tasse sul reddito in grado di favorire la crescita economica e finanziare funzioni essenziali dello stato.

Il problema, però, è la loro applicazione e spesso il risultato è surreale. Nel Regno Unito, all’inizio di ottobre è entrata in vigore la criticata 'Pasty Tax' che prevede (incredibile, ma vero) l’applicazione dell’iva al 20% sul cibo caldo take away. Bbc , dunque, ha pubblicato una tabella per navigare le casistiche di applicazione: il pane e i pasticci in crosta che escono dal forno non sono da considerare soggette all’aumento dell’iva, così come il pollo allo spiedo lasciato raffreddare nei sacchetti al supermercato che riceve, però, un trattamento diverso dello stesso pollo mantenuto in temperatura sotto a lampade alimentari delle rosticcerie.

Nel 2010, lo stato di New York ha messo una tassa sui bagel (i tradizionali panini a ciambella) da cui sono esclusi quelli che si portano via integri . La tassa, dunque, riguarda quelli tagliati e quelli interi consumati sul posto. Per compensare il taglio di budget federali, dal primo gennaio, i centri antiviolenza per le donne dell’Illinois saranno finanziati dalla 'skin tax' , una tassa sugli strip club che dovrebbe portare nelle casse dello stato un milione di dollari l’anno.Visto l’andazzo, Abc si è preoccupata di curare la raccolta delle tasse più strane dei cinquanta stati americani che spaziano dalla nudità dei dipendenti alle mongolfiere. Nello Utah, si applica il 10% sui servizi offerti da lavoratori nudi o parzialmente svestiti, mentre in Kansas se le mongolfiere sono legate a terra, si applica la tassa come a tutti i divertimenti, diversamente sono considerate una forma di trasporto aereo. Lo Utah, invece, tassa i produttori di mirtilli, ma non chi li mangia. Insomma, "famolo strano".

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