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Liti fiscali, tutti i problemi per i contribuenti

Nonostante nel 2016 i contenziosi siano calati, i contribuenti soffrono i tempi lunghi della giustizia e il fatto che a vincere sia quasi sempre il fisco

Resta ancora e sempre burrascoso il rapporto tra contribuenti e fisco in Italia, soprattutto quando si affronta il tema delle liti fiscali. Secondo gli ultimi dati diffusi in queste ore dal ministero dell’Economia e delle Finanze, nel 2016 i contenziosi sono stati 470mila per circa 51 miliardi di valore corrispondente. Un valore che risulta in calo dell’11,6% rispetto all’anno precedente, grazie soprattutto alla riduzione dei nuovi ricorsi. Un dato dunque tutto sommato positivo, che resta però una semplice consolazione se si considera che avere a che fare con lo Stato per questioni fiscali, resta per i cittadini sempre un problema scottante, sia in termini di tempo che di denaro: vediamo perché.

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Tempi biblici
Uno dei bocconi più amari da ingoiare quando si intraprende una battaglia con il fisco, è quello riguardante i tempi di giudizio, che devono purtroppo fare i conti con una giustizia amministrativa irrimediabilmente lenta. Servono infatti in media 781 giorni, circa 2 anni e 2 mesi, per ottenere un giudizio di primo grado davanti alle commissioni provinciali. Un tempo che di fatto raddoppia se il ricorso arriva al secondo grado di giudizio, davanti alle commissioni regionali: in questi casi occorrono infatti in media altri 778 giorni di attesa. Numeri già di per sé poco edificanti, ma che risultano ancora più imbarazzanti se si considera che nel 2015 e nel 2014, ci volevano in media rispettivamente 27 e 49 giorni di meno. Insomma, le cose, se possibile, in questi ultimi anni sono peggiorate.

Vince sempre il banco
Volendo usare un paragone forse poco opportuno, ma sicuramente calzante, come nel gioco d’azzardo, nella sfida tra giocatore e banco, a vincere nella maggior parte dei casi è sempre quest’ultimo, potremmo dire che nella sfida invece giudiziaria tra contribuente e fisco, ad avere la meglio il più delle volte è sempre il secondo. Secondo i dati del ministero infatti, le agenzie fiscali vincono nel 70% dei casi, una quota che arriva addirittura al 90% per i monopoli. Ad attenuare gli effetti nefasti di questo fenomeno, considerando anche quel che significa per un contribuente affrontare le spese amministrative di un giudizio, è arrivato in questi ultimi tempi l’istituto della mediazione. Non a caso, i numeri dicono che si sono ridotti del 13% i giudizi di primo grado per liti sotto i 20mila euro per le quali si può appunto attivare la mediazione. Ora, con l'obiettivo di ridurre ancora il contenzioso in giudizio questa soglia per la mediazione è stata portata a 50mila euro e il governo ha proposto, con la 'manovrina' appena approvata in via definitiva, anche la 'rottamazione' delle vecchie liti pendenti.

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