Tasse

Imu, come si paga il saldo

I bollettini da scegliere, come compilarli, a cosa fare attenzione

(Credits: Ansa)

È cominciato il conto alla rovescia che porterà i contribuenti italiani al 17 dicembre, ultima data utile per effettuare il versamento del saldo dell’Imu . Dopo la vera e propria sarabanda di cifre riguardanti le aliquote, con quelle del governo a cui nel tempo si sono andate ad aggiungere quelle previste dai singoli Comuni, ora è tempo che dai calcoli si passi al portafoglio. E da oggi, per i più premurosi, è già possibile pagare il dovuto, mettendo finalmente una pietra sopra una vicenda che ha stressato davvero un po’ tutti. Vediamo come procedere al versamento.

Bollettini
È possibile usare il classico F24 oppure utilizzare i bollettini postali già prestampati e predisposti secondo quanto previsto da uno specifico decreto del 23 novembre scorso. Le avvertenze in questo caso riguardano il fatto che i bollettini in questione, almeno per il momento, non sono disponibili in tutti gli uffici postali e dunque per chi volesse utilizzare questa procedura ci potrà essere da attendere. Per quanto concerne invece l’F24 è bene ricordare che il vantaggio è che con esso si possono bilanciare eventuali crediti che si vantano con altre amministrazioni pubbliche.

Compilazione
È la fase più delicata. Anche se, come segnalato dall’Agenzia delle entrate, eventuali errori non pregiudicheranno la correttezza finale del versamento economico, in ogni caso segnalazioni errate di codici, andranno comunque rettificate con una successiva comunicazione. E proprio a questo proposito, è bene avvertire che i codici da inserire sono più d’uno (qui tutti i codici forniti dall'Agenzia delle Entrate ). Ci sono quelli che indicano se si sta facendo un versamento per prima casa o per altro tipo di immobile o di terreno agricolo. Un altro, fondamentale, indica invece il Comune in cui è situato l’immobile. Infine, ci sono i codici che segnalano la parte del versamento che andrà al Comune e quella che invece andrà allo Stato. In questo ultimo caso, ricordiamo che per la prima casa l’intero importo del saldo sarà destinato ai Comuni. Per gli altri immobili invece la quota di pertinenza statale è fissa allo 0.38% e quindi avendo pagato già una metà a giugno, ci sarà un’aliquota fissa di 0,19% di cui tenere conto.

Calcoli
È ovvio che sulla somma finale da versare bisognerà tenere conto dei precedenti acconti versati a giugno, oppure anche a settembre per chi per la prima abitazione ha scelto la rateizzazione in tre versamenti. Nel caso specifico, dal computo della somma complessiva, calcolata a questo punto sulla base delle aliquote finali decise da ogni singolo Comune , bisognerà detrarre quanto già pagato, senza dimenticarsi poi di effettuare gli arrotondamenti. In questo senso i bollettini prestampati aiutano a ricordare questa operazione finale, perché nella parte dei centesimi riportano già uno “,00” che ovviamente impone l’arrotondamento.

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