Tasse

Gli altri Depardieu: ecco i ricchi in fuga dal fisco

Dove espatriano i nomi eccellenti per pagare meno tasse

In questa immagine, scattata pochi giorni fa, il presidente russo Vladimir Putin accoglie l'attore Gérard Depardieu nella sua residenza di Sochi prima della consegna del passaporto russo (Mikhail Klimentyev/AFP/Getty Images)

L’ultima, in ordine cronologico, è stata Brigitte Bardot. La celebre attrice francese, infatti, ha minacciato di chiedere asilo alla Russia, se non saranno salvati gli elefanti dello zoo di Lione. La notizia arriva a poche ore dallo scatto che ritrae Vladimir Putin impegnato ad accogliere Gérard Depardieu pronto all’abbraccio per la consegna del passaporto russo.  

La Bardot sostiene che la propria causa sia esclusivamente animalista. Ben diverso il caso dell’attore francese che, dopo aver pagato l’85% sui compensi 2012, ha dapprima spostato la sua residenza in Belgio, dove le tasse per i super rich sono pari al 50% del reddito e poi, in aperta polemica con chi vuole privare chi espatria per ragioni fiscali del passaporto, ha accolto l’invito di Putin e di una Russia che tassa il reddito al 13%. Nel corso della sua vita professionale iniziata a 14 anni, Depardieu sostiene di aver versato 145 milioni di euro di tasse. E attacca: la Francia sanziona il successo, la creatività e il talento.

In realtà, Depardieu non è un caso isolato: il trend di chi espatria per ragioni fiscali, infatti, è globale. Nel Regno Unito, il numero di contribuenti che dichiara oltre un milione di sterline di reddito all’anno è calato del 60% nel 2010-2011, dopo l’aumento dell’aliquota più alta, passata dal 40 al 50%. Non tutti i milionari espatriano, ma alcuni sì. Negli Stati Uniti, il numero di persone che ha scelto di rinunciare alla cittadinanza o alla residenza per ragioni fiscali è cresciuto del 16% nel 2011 (con quasi 1800 super rich andati in esilio volontario) e del 671% dal 2008 , nonostante le exit tax rendano oneroso il passaggio. Un prezzo che Eduardo Saverin, co-fondatore di Facebook, ha scelto di pagare volentieri : i 220 milioni di dollari di exit tax sono un risparmio rispetto ai 600 milioni di dollari di tasse che avrebbe dovuto versare a seguito dell’Ipo.

Fra i nomi eccellenti di chi ha fatto recentemente la valigia c’è anche Bernard Arnault, ceo del gigante del lusso Lvmh e uomo più ricco di Francia, che ha chiesto cittadinanza belga per mettersi al riparo di una potenziale super tassa del 75% sui redditi superiori al milione di euro voluta dal Governo Hollande.

I primi esiliati per via del fisco, in realtà, sono stati i Rolling Stones che, nel 1971 hanno lasciato il Londra per la Costa Azzurra, come racconta il loro album “Exile on Main Street ”. La fuga – a quanto pare - era dovuta però all’impossibilità di far fronte alle tasse a causa di una gestione fallimentare dei diritti da parte del manager del gruppo. Anche Cat Stevens e Rod Stewart raccontano della loro fuga su un jet (privato). Il musicista americano, infatti, si è trasferito a Rio de Janeiro nel 1973 ed è stato proprio in Brasile che ha registato l’album “Foreigner”, mentre Rod Stewart se ne è andato a Los Angeles nel 1975, lasciandosi Londra alle spalle, come testimonia il suo album “Atlantic Crossing ”.

Fra gli artisti che hanno lasciato Londra negli anni Settanta per protestare contro l’83% di imposizione fiscale ci sono Michael Caine, David Bowie che, nel 1976, si è trasferito in Svizzera e Sean Connery che ha puntato sulla Spagna, per poi fare rotta sulle Bahamas nel 1999. Phil Collins ha lasciato il Regno Unito dopo la vittoria dei laburisti nel 1997 e si è trasferito in Svizzera dove, per risparmiare decine di milioni di euro su un compenso che supera un miliardo di sterline, risiede anche Lewis Hamilton, il  campione di Formula Uno. Stelios Haji-Ioannou, fondatore di EasyJet e detentore di una fortuna da 1,29 miliardi di sterline, ha scelto Monaco e ha registrato la sua compagnia EasyGroup nel Jersey, al largo della costa della Normandia.

Ma il più discusso esiliato della storia è Bono Vox. Il leader degli U2, noto per le sue posizioni filantropiche verso i Paesi più poveri e per gli inviti ai Governi per il pagamento delle sovvenzioni non versate ai Paesi del terzo mondo, ha spostato l’etichetta del gruppo dall’Irlanda ai Paesi Bassi nel 2006, dopo che il Governo Irlandese ha ridotto a 250mila euro il limite tax-free per gli artisti. L’approccio tax-efficient (così l’ha definito il chitarrista del gruppo David Evans) ha però un prezzo, ovvero commenti come quello di Slate : “Per chi parla di ingiustizie, non è un’ingiustizia privare delle proprie tasse l’Irlanda che ha un tasso di povertà superiore a quello di altre nazioni sviluppate?”.

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