Tasse

Agenzia delle entrate e caos dirigenti: ecco le conseguenze

Il problema dei funzionari dichiarati illegittimi potrebbe riflettersi sulla lotta all’evasione e sulle normali attività d’ufficio

Rossella Orlandi

Rossella Orlandi, direttore dell'Agenzia delle Entrate – Credits: Ansa/Claudio Peri

Continua a farsi sentire la polemica che riguarda i circa 800 dirigenti dell’Agenzia delle entrate decaduti dalle proprie funzioni dopo la sentenza della Corte Costituzionale che lo scorso 17 marzo ha decretato lo stop al conferimento degli incarichi interni senza lo svolgimento di un normale concorso. Una decisione che ha letteralmente gettato nel caos le decine di sedi distaccate dell’Agenzia delle entrate dove la mancanza di un dirigente che possa regolarmente avallare gli atti compiuti  rischia di portare al collasso l’attività dei vari uffici. Una situazione resa se possibile ancora più complicata dal fatto che in questi mesi sono partiti anche una serie di ricorsi contro gli atti firmati dai dirigenti in questione, che secondo molti contribuenti dovrebbero essere considerati nulli. In questo vero e proprio pasticcio burocratico, il governo ha cercato di porre in un qualche modo rimedio.

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Dapprima approvando un decreto che servisse da soluzione ponte confermando nei propri ruoli i dirigenti dichiarati decaduti, e poi stabilendo un termine ultimo entro cui far svolgere un regolare concorso. Nel frattempo però ad aprire un nuovo fronte di scontro sono stati 400 dei circa 800 dirigenti chiamati in causa dalla Corte Costituzionale, che hanno a loro volta presentato un ricorso a livello europeo per chiedere di essere rimessi in ruolo regolarmente. Questo il quadro quanto mai confusionario entro il quale si sta muovendo il governo per cercare, con la nuova legge di stabilità, una soluzione definitiva al problema. Interessante però è verificare quali potranno essere le conseguenze che subiranno i contribuenti da questa situazione.

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Tra gli effetti più temuti c’è quello di un possibile allentamento della lotta all’evasione fiscale. Una preoccupazione che per il momento sarebbe però smentita dai numeri, visto che a fine agosto erano stati recuperati circa 8,5 miliardi di euro, in linea quindi con i circa 14,2 miliardi recuperati complessivamente nel 2014, che pure fu un anno di introiti record. A rischio però ci sarebbero anche tutta una serie di attività d’ufficio che potrebbero se non altro subire un forte rallentamento, così come denunciato a più riprese dal direttore generale dell’Agenzia delle entrate Rossella Orlandi.

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Si va dal disbrigo delle pratiche che riguardano la volontary disclosure, e quindi il rientro di capitali dall’estero, ai rimborsi ai contribuenti, in particolare quelli dell’Iva. Non bisogna poi dimenticare tutti gli impegni legati al secondo anno di operatività del 730 precompilato che, come noto, necessita tutta una serie di aggiustamenti. A tutto ciò si somma ovviamente il lavoro di consulenza e assistenza che viene normalmente prestato presso le singole sedi territoriali dove i contribuenti si recano per ottenere informazioni e chiarimenti. Insomma, una complessa e articolata macchina burocratica che ora, secondo gli allarmi lanciati dal direttore Orlandi, rischia di rimare in panne, sempre che il governo non decida al più presto di intervenire. 

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