Next stop: San Francisco

Quando un mese fa mi è arrivata una mail che mi invitava a partecipare al training della mia azienda direttamente negli uffici di San Francisco, ho risposto che si erano sbagliati e che mi avevano messo nella mailing list …Leggi tutto

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Golden Gate Bridge

Golden Gate Bridge

Quando un mese fa mi è arrivata una mail che mi invitava a partecipare al training della mia azienda direttamente negli uffici di San Francisco, ho risposto che si erano sbagliati e che mi avevano messo nella mailing list sbagliata.

“No Elena, la mailing list è giusta. Tutti i nuovi assunti di Uber partecipano al campus, per essere formati al meglio”. Ah, cavolo. A quanto pare non è affatto un errore. Io pensavo che fossero quelle esperienze riservate solo al top management, non a tutti i neoassunti da tutte le parti del mondo.

E così, sabato 23 marzo, mi ritrovo su un volo diretto in California, dove starò per otto giorni.

Porto un solo bagaglio a mano, non ho nessuna intenzione di complicarmi il viaggio, dovendo anche fare scalo nella Grande Mela, perciò svuoto il borsone della palestra e ci infilo dentro le mie solite fidatissime cose: i miei tre maglioni di lana preferiti, tre paia di pantaloni, biancheria intima, t-shirt a non finire e poi ecco il momento più complicato: la scelta delle sneakers. Lo spazio è praticamente finito, vada per quelle azzurre della Nike, le mie preferite, non posso tradirle non portandole a fare un giro sul Golden Gate Bridge.

San Francisco vista dall'alto

Ho due giorni per godermi la città, prima di iniziare la nUberversity (ovvero il training di Uber per le new entry).

Qui incontrerò di persona tutti i ragazzi che da poco fanno parte di questa grande squadra come me e che conosco solo tramite Skype. Con Nathanaelle, la Community Manager di Parigi, ho appuntamento nello Starbucks dell’aeroporto, arriviamo praticamente alla stessa ora e così abbiamo deciso di aspettarci e andare verso l’hotel insieme.

Uber, dopo questa settimana, non sarà più per me soltanto la startup per la quale lavoro, l’app studiata nei minimi dettagli per innovare il servizio degli autisti privati rendendolo accessibile a tutti e il progetto per cui metto anima e corpo da un mese, ma sarà qualcosa di più: una cultura aziendale vera e propria, un team di persone di ogni nazionalità e chissà quante altre cose. Non mi resta che fare un respiro profondo e godermi a pieni polmoni questo viaggio, sperando che mi riservi un sacco di belle sorprese.

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