Soldi

Tasse sui patrimoni: Monti nel 2012 si è già portato via 6 miliardi

Lo Stato da gennaio a ottobre ha già prelevato 3 miliardi dall'imposta di bollo, mentre l'acconto per l'Imu su prime e seconde case è di 3,5 miliardi

Mario-Monti

Il premier Mario Monti (Credits: Mauro Scrobogna /LaPresse)

Il 2012 non è stato un anno particolarmente felice per i patrimoni degli italiani. Il governo Monti, infatti, ha introdotto (o si appresta a introdurre) una serie di novità fiscali che sono andate a colpire gli investimenti più sicuri degli italiani: la casa e i risparmi in banca, conti correnti in primis.

Di quanto? Nel complesso si tratta di oltre 6 miliardi di euro già finiti nelle casse dello Stato, di cui oltre 3,5 miliardi incassati quest’anno dall’acconto Imu , l’imposta sulla casa (ex Ici) reintrodotta dall’esecutivo tecnico con il Salva Italia , sull'abitazione principale e sulle seconde case.

A questi bisognerebbe aggiungere la nuova imposta di bollo, dovuta alle nuove norme apportate con i provvedimenti della seconda metà del 2011 su conti correnti, strumenti di pagamento, titoli e prodotti finanziari, che hanno fruttato alle casse pubbliche da gennaio a ottobre oltre 3 miliardi di euro (+126,6%), come emerge dai dati resi noti dal ministero dell’Economia.

Un balzello (fisso a 34,2 euro per i conti correnti superiori a 5.000 euro, mentre per le attività finanziarie si applica un’aliquota dello  0,1% per il 2012, con un minimo di 34,2 euro e un massimo di 1.200 euro, e un’aliquota dello 0,15% per il 2013) che è stato esteso a quasi tutti i prodotti finanziari, fatta eccezione per i titoli di Stato della Ue, i fondi pensione, sanitari e le polizze vita rivalutabili.

Ma non è finita. Il 2013, infatti, riserverà non poche sorprese. A partire dalla Tobin tax , che scatterà il primo gennaio e che rappresenta l’ultimo tassello  di una complessiva revisione delle imposte avviata lo scorso anno prima dal governo Berlusconi e poi da quello Monti con il decreto Salva  Italia.

L’aliquota prevista (ancora l’iter non è completato alle  Camere) per la tassa sulle transazioni finanziarie è dello 0,05% sulle transazioni di titoli azionari e derivati, anche se si sta pensando di alzare l’aliquota allo 0,2% sulle sole azioni qualora finissero fuori  dalla tagliola i derivati, come ha fatto in Francia il presidente socialista Hollande.

In ultimo, l’Iva che ad inizio anno potrebbe essere estesa anche alla prestazione del servizio di gestione patrimoniale personalizzata, che di solito le banche erogano ai Paperoni (con un patrimonio  superiore a 500.000 euro), e che prevede un’aliquota del 21% applicata alle commissioni di gestione pagate dal cliente.

Una tassa che inoltre potrebbe colpire anche l’attività di consulenza in materia di investimenti, anche se non è ancora chiara su questo punto l’interpretazione della norma e si aspettano ulteriori chiarimenti da  parte dell’Agenzia delle Entrate.

Nel caso dell'Iva però l’esborso non è voluto dal governo che ha dovuto recepire una sentenza della Corte di Giustizia Europea in merito all’interpretazione della direttiva Ue che regola le esenzioni dell'imposta sul valore aggiunto.

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