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La Salute in tempo di crisi: Unipol la mette nel conto corrente

Un italiano su 2 ha cambiato il suo rapporto con le visite mediche a causa della minore capacità economica. Ma cominciano a nascere soluzioni alternative

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Contenuto a cura di UniSalute, società del Gruppo Unipol

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Il buon senso dice, in genere, che per la salute non c’è risparmio che tenga. Eppure gli italiani, negli ultimi 12 mesi, sembrano non pensarla più così: il 38% ha rinunciato alle visite non indispensabili, e il 15% ha dichiarato - esplicitamente - di aver diminuito il numero di controlli per ragioni prettamente economiche.

Insomma: 1 italiano su 2 - secondo uno studio condotto da UniSalute, di proprietà del Gruppo Unipol -  ha cambiato il suo rapporto con la salute a causa della crisi, chiudendo un occhio di fronte a malanni stagionali e problemi ben più seri, ma conscientemente ignorati. Per questo motivo, negli ultimi anni hanno preso sempre più piede offerte integrative indirizzate ai privati, in grado di sostenere chi le sottoscrive nelle spese legate alla salute e alle visite specializzate.

UniPol ha deciso di integrare questo tipo di sostegno in un “oggetto” presente ormai obbligatoriamente nella vita di tutti gli italiani: il conto corrente.

Due piani sanitari gratuiti sono stati infatti integrati nei conti correnti della linea Valore Comune: con un costo mensile che va dai 5 ai 10 euro a seconda dell’offerta scelta, il piano sanitario integrato offre il rimborso dei ticket per le visite ad alta specializzazione - come ad esempio mammografia o risonanza magnetica - oltre ad agevolazioni e prezzi convenzionati e una assistenza telefonica continua con operatori specializzati e medici.

Un modo per aggirare la naturale tendenza - tutta italiana - a considerare accessorie le spese relative alla nostra salute. E, forse, a prevenire malanni ben più gravi (e dispendiosi).

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