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Professionisti: tutto quello che c’è da sapere per pagare con il bancomat

Da fine giugno negli studi professionali c’è l’obbligo di avere un Pos per i pagamenti superiori ai 30 euro

– Credits: Imagoeconomica

E’scattato il conto alla rovescia per l’entrata in vigore alla legge che obbligherà da fine giugno tutti i professionisti ad avere un Pos nel proprio studio per permettere ai clienti pagamenti con bancomat. In realtà la normativa sarebbe già operativa da inizio gennaio, ma solo per quei professionisti che l’anno scorso hanno dichiarato redditi superiori ai 200mila euro. Dal 30 giugno invece le nuove regole interesseranno tutti. A niente è servito infatti il ricorso al Tar presentato dall’Ordine degli architetti che chiedeva di abolire la norma in questione. La giustizia amministrativa ha rigettato la richiesta è ha acceso il semaforo verde definitivo per i Pos negli studi professionali.

ITALIA, ADDIO AL CASH

Vediamo allora di capire meglio come funzionerà il nuovo sistema di pagamenti. Innanzitutto è bene specificare fin da subito che per i clienti non esiste un obbligo formale a pagare con bancomat, ma potranno richiederlo e allora i professionisti saranno, loro sì, obbligati ad avere un Pos per permettere di saldare i conti in via elettronica. Dunque i clienti che lo desidereranno potranno comunque continuare a pagare servizi e prodotti in contanti, tenendo però presente il limite massimo di moneta cash trasferibile stabilito tassativamente in non più di 999,99 euro. Dunque per importi superiori l’unica possibilità per pagare professionisti ed esercenti sarà proprio quella del bancomat.

TUTTO QUELLO CHE NON PAGHEREMO PIU' IN CONTANTI

In ogni caso esiste anche un limite minimo, stabilito in 30 euro, al di sotto del quale si potrà comunque continuare a pagare in contanti. Importante poi tenere a mente, come già ricordato, che i pagamenti potranno essere effettuati con bancomat ma anche con di carte di credito e con le classiche carte ricaricabili, sempre più diffuse proprio per effettuare acquisti di prodotti e servizi. La scelta di obbligare i professionisti  a munirsi di Pos rientra in una più generale strategia del nostro Fisco che punta alla lotta all’evasione, attraverso una sempre più puntuale tracciabilità dei pagamenti.

POS, TUTTI I DUBBI DEI PROFESSIONISTI

In questo senso è emblematico il fatto che l’Italia, con ben l’86% di transazioni effettuate ancora in contanti, risulta in maniera evidente in netto ritardo nell’uso di moneta elettronica rispetto ad altre realtà dove anche i micro-pagamenti avvengono ormai abitualmente con carte di credito o bancomat. Vedremo quali risultati genererà l’obbligo di Pos per i professionisti, considerando che l’anno scorso i pagamenti elettronici nel nostro Paese sono aumentati solo del 10%. Evidentemente questa nuova norma, che per molti studi professionali è vissuta come l’ennesima vessazione e l’ennesimo favore alle banche, dovrebbe far lievitare in maniera più sostanziosa l’uso delle carte bancomat.

CONTRIBUENTI, FISCO SEMPRE PIU' INVADENTE

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