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Poste Italiane, le prospettive per il titolo

Dopo il collocamento che ha fatto il pieno di richieste, oggi le azioni della società debuttano in borsa. L'appeal arriva dai dividendi

Il collocamento è stato indubbiamente un successo, con la domanda di titoli che ha quadruplicato l'offerta. Ora, però, le azioni di Poste Italiane sono attese a un altro banco di prova: il debutto sul listino di Piazza Affari, in agenda per oggi, martedì 27 ottobre.


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Come andrà il primo giorno di contrattazione? Nessuno, ovviamente, è in grado di prevederlo con esattezza ma nella comunità finanziaria si respira un po' di ottimismo. Di sicuro, la società guidata da Francesco Caio avrà ancora molti riflettori puntati su di sé, per una ragione molto semplice: nei giorni scorsi, parecchi investitori hanno cercato di mettersi nel portafoglio il titolo di Poste Italiane ma sono rimasti a bocca asciutta. Dunque, dopo aver visto il prezzo definitivo delle azioni fissato a 6,75 euro (a un livello intermedio della forchetta di valori iniziali), gli stessi investitori che non hanno potute sottoscriverle durante l'ipo (offerta pubblica iniziale) potrebbero decidere di acquistarle sul listino. Tra i compratori, ci potrebbero essere anche molti investitori istituzionali stranieri, da cui è arrivata una gran mole di richieste inevase durante il collocamento.


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Naturalmente, si tratta soltanto di ipotesi tutte da verificare e oggi si avrà il responso del mercato. Di sicuro, però, il titolo delle Poste avrà un certo appeal tra quegli investitori che cercano un elevato dividend yield, cioè un alto rendimento in termini di dividendi. In rapporto al prezzo iniziale delle azioni di 6,75 euro, infatti, il dividend yield di Poste Italiane dovrebbe essere attorno al 4,7% lordo (quasi il 3,5% netto per i risparmiatori privati), un livello molto appetibile in un periodo in cui i tassi d'interesse sono a zero e le cedole dei titoli di stato decennali non vanno oltre l'1,5% lordo.


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Un giudizio sostanzialmente positivo sul titolo di Poste Italiane è arrivato nei giorni scorsi anche da Andrew Sentance, analista indipendente che oggi collabora con il sito Finanzaoperativa.com e che qualche anno fa salì agli onori della cronaca per i suoi giudizi coraggiosi sul tentativo fallimentare di scalata alla Banca Antonveneta, da parte della Popolare di Lodi di Gianpiero Fiorani. Nella newsletter di FinanzaOperativa, Sentance ha consigliato di acquistare le azioni dentro i valori della forchetta iniziale (6-7,5 euro), ancor prima che vi fosse la fissazione del prezzo definitivo. Secondo l'analista, i multipli del titolo sono infatti da considerarsi “non male”. Il rapporto tra il prezzo e gli utili del 2015 (p/e) dovrebbe infatti attestarsi attorno a 18 e addirittura al di sotto del basso livello di 12, se si escludono i costi straordinari affrontati dalla società per la ristrutturazione (e soprattutto per la riduzione del personale, con gli esuberi incentivati).


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