Soldi

Crisi dei consumi: tra tasse e debiti sotto l'albero sempre meno regali

Confesercenti: gli italiani spenderanno il 3% in meno rispetto al 2011. Federconsumatori lancia l'allarme sul rinvio della tredicesima, che se ne va tra mutui e scadenze

L'interno di un negozio di giocattoli a Roma (LaPresse)

Quest'anno sarà un Natale "magro", "gelato", "amaro" e peggio ancora. A leggere i comunicati stampa delle associazioni di categoria e dei consumatori, le previsioni dei consumi per le festività natalizie del 2012 sono tutt’altro che ottimistiche.

Del resto quello che sta per finire è l’anno dell’austerità (o Austerity, all’inglese, come si usa dire oggi) voluta dal governo dei Professori. E quindi, meno gioielli e giocattoli e più libri, che tra l'altro costano meno, sotto l’albero; senza contare che gli auguri, per risparmiare, viaggiano sempre più spesso via sms e mail.

Ma quanto spenderanno gli italiani quest’anno per pranzi in famiglia, cenoni, regali e viaggi? La Confesercenti stima una spesa di 36,8 miliardi, circa 2 miliardi in meno rispetto a quanto spesero lo scorso anno e pari a un calo di oltre il 3%.

Sfiora la stessa percentuale (-2,7%), inoltre, il calo dei soli consumi innescati dalle festività dell'ultimo mese dell'anno: si attesteranno a 10,7 miliardi, contro gli 11 miliardi registrati nel 2011. La spesa media per i regali è attesa per il secondo anno consecutivo in calo del 14%.

Usa gli stessi toni e percentuali simili anche Federconsumatori, che stima una spesa media per famiglia di circa 148 euro. Si tratta, in questo caso di un calo annuo di circa l’11 – 12%.

Un dato  che potrebbe addirittura diminuire se, come annunciato, le tredicesime di circa 3 milioni di lavoratori dipendenti, ossia circa uno su dieci, dovessero saltare a dopo Natale (dati della Cgia di Mestre ).

Ecco le tredicesime: che questo sia un periodo di vacche magre, lo dimostrano anche gli impieghi che faranno gli italiani della tanto agognata mensilità aggiuntiva.

Secondo Confesercenti, dei circa 41,5 miliardi di euro che saranno erogati sotto forma di tredicesima, circa 12 miliardi serviranno a pagare i conti in sospeso e le rate del mutuo, 641 milioni in più rispetto allo scorso anno.

Allo stesso tempo la parte della tredicesima destinata ai regali è calata più o meno della stessa cifra (circa 700 milioni) a 4,3 miliardi: segno che la quota destinata a far felici coniugi, figli, parenti e amici quest’anno finirà dritta in banca.

Quello che rimane, poi, spesso viene messo da parte in attesa di mesi ancora più difficili, a scapito della qualità della vita: la parte della tredicesima destinata al risparmio è infatti aumentata di ben 2 miliardi in un anno, a fronte di un calo di 1,3 miliardi delle spese destinate alla casa e alla famiglia.

Se i doni sotto l’albero saranno quest’anno più piccoli, la colpa non è solo della crisi economica, ma anche dello spauracchio del Fisco: la richiesta più diffusa dopo quella per il lavoro è "meno tasse" (23%).

Del resto lo scorso anno il peso percepito delle tasse dalle famiglie italiane era aumentato di sei punti percentuali. E quest'anno sia la pressione fiscale sia l'inflazione sono salite oltre i due punti.

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