Soldi

Carte revolving, il perchè della crescita (pericolosa)

Ottenere un finanziamento è sempre più difficile. Così gli italiani si rivolgono a una tipologia di prestito più accessibile ma molto costoso con tassi superiori al 17%

Carte credito

– Credits: Imagoeconomica

Nessuno presta denaro gratis. Soprattutto in tempi di crisi, quando i finanziamenti "facili" si fanno sempre più cari. E così, mentre i prestiti continuano a calare (anche a giugno si è registrata una variazione annua negativa del 3% circa), sembra non arrestarsi invece la richiesta di carte di credito revolving.

Che appunto è una forma particolare di prestito ma assai più costosa rispetto a un tradizionale finanziamento: il pagamento di un acquisto tramite questa carta di credito, invece che a saldo il mese successivo, viene effettuato in più rate che fanno maturare però interessi passivi al cliente.

In Italia, a fine 2012, se ne contavano in circolazione circa 3,5 milioni e il loro numero è destinato ad aumentare, come sottolineato da alcuni osservatori del settore.

Uno di questi è l'Osservatorio di SuperMoney.eu, un sito comparatore che ha analizzato le richieste di carte di credito arrivate al portale negli ultimi sei mesi: oltre il 46%, appunto, ha riguardato carte rateali, con una spesa media dichiarata di quasi 700 euro al mese.

Non solo. A fronte di un calo dei prestiti personali di oltre il 10% nel primo trimestre (dati Osservatorio Assofin - Crif - Prometeia), le carte revolving hanno retto la botta, registrando un decremento più contenuto del 2,8%.

Ma come si spiega questo trend, se il tasso a cui vengono concessi i prestiti è ben più vantaggioso per i clienti? Il motivo è presto detto: normalmente, quando si chiede un finanziamento, la banca valuta la capacità di restituire nel tempo pattuito la somma di denaro ottenuta in prestito pagando gli interessi.

Per farlo, prende in considerazione, ad esempio, il patrimonio personale, la capacità di generare reddito, la presenza o l’assenza di garanzie, come gli immobili o altri beni.

Bene, nell'ultimo anno, come ha ammesso il ministro del Tesoro, Fabrizio Saccomanni , in un incontro a porte chiuse con i banchieri avvenuto a luglio, sulla diminuzione dell'attività di impiego delle banche ha inciso non solo il calo della domanda ma anche "l'irrigidimento dell'offerta, che risente del peggioramento del merito di credito della clientela e dell'esigenza di consolidamento patrimoniale".

In altre parole, allo sportello oggi ci si fida sempre di meno del cliente. E prima di aprire i cordoni della borsa , un direttore di filiale ci pensa non una ma tre volte.

Quando si tratta di piazzare carte revolving, invece, il discorso cambia: i tassi di interesse per questo prodotto, infatti, possono superare il 17% (non lontano dalla soglia, attorno al 25%, oltre la quale scatta l'usura).

Anzi, in realtà la rata che si paga alla banca ogni mese per rimborsare il prestito è ancora più alta, perché al Taeg occorre aggiungere altre voci di spesa, che appesantiscono il conto e che non sono considerate nel calcolo del tasso. In caso di penale, poi, la rata schizza alle stelle.

Come quella che si è vista recapitare alcuni anni fa un utente di Molfetta : 686,54 euro a fronte di un prestito di 2.600 euro, solo per non aver pagato una rata di 129,43 euro.

L'utente in seguito sporse denuncia, dando il via all'ormai nota inchiesta della Procura di Trani nei confronti di un noto operatore internazionale per i tassi di interesse applicati alle carte revolving.

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