Soldi

Bot e Btp, che fare con lo spread in discesa e le elezioni alle porte

Sui titoli di stato italiani è tornata la tranquillità e i rendimenti sono un po' avari. L'unica incognita è il prossimo verdetto delle urne

(Credits:Imagoeconomica)

Sempre più in basso, al di là delle migliori aspettative. Appare davvero confortante l'andamento dello spread Btp/Bund , il differenziale di rendimento tra i titoli di stato italiani e tedeschi con scadenza decennale, che è sceso sotto la soglia dei 270 punti-base (2,7%), un livello che non si vedeva dal 2011.

IL SUCCESSO DELLE ASTE DEL TESORO

Sui Buoni del Tesoro italiani, che stanno riducendo il divario di prezzo che li separa dai bond governativi di Berlino, i mercati continuano dunque a mantenere alta la propria fiducia. Non a caso, oggi c'è stata anche una fortunata asta dei Bot a 12 mesi, i cui prezzi si sono mossi sensibilmente verso l'alto rispetto alle precedenti emissioni, facendo scendere il rendimento dei titoli allo 0,8% circa lordo, il minimo mai toccato dal gennaio del 2010.

LA PRIMA EMISSIONE DEL BTP ITALIA

Pur essendo un fatto positivo, la discesa dello spread porta con sé anche una conseguenza inevitabile, che certo non fa piacere a molti risparmiatori: chi oggi investe nei titoli di stato, deve purtroppo accontentarsi di rendimenti assai magri. Si parte da un minimo dello 0,47% lordo (0,4% netto) ottenuto comprando i Bot semestrali, per arrivare al 4,95% lordo (poco più del 4% netto) offerto dai Btp di lunghissima scadenza, sopra i 20 anni.

LA STANGATA DI MONTI SUI RISPARMI

E' davvero difficile, dunque, costruirsi una rendita consistente incassando degli interessi così risicati. Investendo una somma di ben 100mila euro in titoli di stato, per esempio, si ottiene in media un guadagno netto tra i 400 e i 4mila euro all'anno. Eppure, i Buoni del Tesoro italiani continuano a comunque piacere agli investitori, compresi quelli stranieri: le aste del Tesoro vanno bene, lo spread cala e nessun analista sembra ormai temere, a differenza di qualche mese fa, un tracollo del nostro paese o dell'intera Area Euro.

TUTTO SULLA CRISI DELL'EURO

Tuttavia, non va dimenticato che in Italia è alle porte un appuntamento di fondamentale importanza, che verrà seguito con trepidazione sulle piazze finanziarie internazionali. Si tratta  delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio, il cui risultato resta per il momento un incognita. “Le prossime elezioni italiane, assieme a quelle austriache e tedesche di ottobre, saranno fondamentali per l'uscita dell'Eurozona dalla crisi”, hanno scritto per esempio in una nota recente gli analisti dell'agenzia di rating Standard&Poor's. Dello stesso parere sono gli esperti di Morgan Stanley che sottolineano anche la necessità per il nostro paese di attuare delle misure a favore della crescita, dopo l'austerity voluta da Mario Monti.

Ovviamente, secondo le case d'affari, l'eventuale inizio di una fase di instabilità politica a Roma, dopo il responso delle urne, potrebbe provocare qualche sommovimento sui  mercati, con una conseguente ripresa dello spread e un calo dei prezzi dei Buoni del Tesoro. Dunque, chi è in procinto di acquistare dei titoli di stato ma non vuole rischiare, può anche decidere di aspettare qualche settimana e prendersi una pausa di riflessione. Chi, invece, ha comprato i titoli lo scorso anno, quando lo spread era alle stelle e i rendimenti di molte emissioni superavano il 6%, deve probabilmente tenerseli ben stretti. Si spera, infatti, che degli interessi così alti non si rivedranno più per molto tempo.

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