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Banca, cinque buone ragioni per cambiare la tua

Attenzione ai sistemi di garanzia, ai costi accessori, al servizio clienti, all'online banking: i campanelli di allarme da non sottovalutare

La sede di Milano della Banca d’Italia – Credits: Zunino Celotto/Getty Images

Secondo un’inchiesta firmata J.D. Power and Associates, sono sempre di più gli americani che cambiano banca, riferisce Business Insider . Alla data dello scorso febbraio, il 9,6% dei correntisti aveva cambiato banca negli ultimi dodici mesi. L’anno precedente, l’8,7% dei clienti aveva scelto un altro istituto di credito e nel 2010, era stato il 7,7% a spostare il contro in un’altra banca. Mentre le ragioni per lasciare la banca cambiano, gli esperti sono concordi: alcuni indicatori funzionano come un campanello d’allarme e, in questi casi, meglio cercare un’alternativa, pena la messa in discussione dei propri risparmi e della propria serenità mentale. 

Per poter contare sulle garanzie previste dalla legge, è bene assicurarsi del fatto che il proprio conto sia aperto presso una banca italiana o extracomunitaria, ma obbligata ad aderire al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi . In alternativa, occorre accertarsi che la banca aderisca a un sistema di garanzia nel proprio Paese d’origine. Le banche comunitarie, infatti, partecipano su base volontaria. Attenzione anche all’ammontare del deposito: la garanzia, infatti, copre un importo massimo di centomila euro, per questa ragione è consigliabile aprire un altro conto presso un’altra banca, tutelata da un relativo fondo, per le somme eccedenti questa cifra. 

La seconda variabile da considerare sono i costi accessori, come nel caso dell’uso del bancomat, dell’online banking, ma anche per la carta di credito . Randy Jarvis, presidente dell’americana Union National Bank nel Wisconsin ricorda che è buona norma chiedere informazioni presso istituti di credito più piccoli, disposti a praticare condizioni più favorevoli per conquistare nuovi clienti. Se il proprio stile di vita cambia, magari con orari di lavoro difficilmente compatibili con quelli di apertura della maggior parte della banche, potrebbe essere utile valutare un cambiamento. Oppure ancora, per chi si trasferisce in un’altra città, una banca con una più forte presenza sul territorio potrebbe rivelarsi un’opzione più conveniente

Quarto: valutare il servizio clienti. “La relazione con una banca è come qualsiasi altra relazione, se non si è soddisfatti, si deve chiedere di più”, osserva John Rosenfel, executive vice president della divisione consumer di TD Bank, nel Maine. Il suo suggerimento è di valutare il servizio clienti di banche che danno assistenza oltre lo sportello, come call center 24 ore su 24; chat online e addirittura Twitter. Infine, è sempre utile monitorare nuove offerte e nuove proposte commerciali, soprattutto sul fronte dell’online banking. “Avere informazioni sempre aggiornate sul proprio conto corrente tramite internet può aiutare a prendere migliori decisioni finanziarie”, prosegue Rosenfeld. Alcune banche, infatti, permettono di definire degli allarmi per notificare quando il conto raggiunge una certa soglia o quando è stato addebitato o accreditato un bonifico. 

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