Soldi

Anatocismo: cos'è e perché fa discutere

Il governo toglie il divieto per le banche di applicare gli interessi sugli interessi dei debiti. Ma imprese e consumatori insorgono

– Credits: Ansa

A volte, basta un breve articolo di poche righe, contenuto in una legge ben più ampia, per sollevare una lunga sfilza di polemiche. E' quello che potrebbe accadere presto (o che forse è già accaduto) con una norma del Decreto per la Competitività (il Dl n. 91 del 2014) approvato dal governo Renzi e già pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, ma non ancora convertito in legge. Nell'articolo 31 di questo decreto c'è infatti una norma che reintroduce, seppur sotto nuove sembianze, la pratica dell'anatocismo, oggi considerata illegittima. Si tratta di un meccanismo con cui le banche italiane (e non solo quelle italiane) capitalizzano gli interessi passivi sui debiti.

INTERESSI SU INTERESSI

Esempio: si ipotizzi che un risparmiatore sia andato in rosso sul conto corrente e sul suo debito si siano accumulati degli interessi passivi nell'arco di un trimestre. Nei tre mesi successivi, le banche italiane potevano un tempo applicare gli interessi passivi con un sistema di capitalizzazione composta, cioè non soltanto sul debito originario, ma anche sugli stessi interessi maturati nel periodo precedente. Questo è appunto l'anatocismo: un accumulo di interessi su interessi che rischia di far crescere esponenzialmente il debito. Per anni, l'associazione dei consumatori Adusbef si è battuta contro tale pratica, ingaggiando parecchie battaglie in tribunale contro le banche e schierando il suo avvocato di punta: Antonio Tanza da Lecce, specializzato in cause giudiziarie sul risparmio tradito.

LE BATTAGLIE DELL'ADUSBEF

In più di un'occasione, ad avere la meglio è stato il legale dell'Adusbef, che ha ottenuto diverse sentenze della Cassazione e persino della Corte Costituzionale, le quali hanno dichiarato illegittima l'applicazione degli interessi anatocistici. L'associazione guidata da Elio Lannutti pensava di aver vinto la guerra, mentre invece aveva vinto soltanto qualche battaglia. Oggi, infatti, c'è un articolo del Decreto Competitività (il n.31) che di fatto rende nuovamente legittimo l'anatocismo bancario. Nello specifico, si stabilisce che le banche possono richiedere ai clienti altri interessi sugli interessi già maturati, anche se soltanto una volta all'anno (e quindi non ogni trimestre). Spetterà però al Cicr, il comitato interministeriale per il credito e il risparmio, stabilire meglio le modalità di applicazione di questa procedura.

A parte i dettagli, però, una cosa sembra certa: l'anatocismo è di nuovo legittimato, seppur a certe condizioni. Per questo, il presidente dell'Adusbef Elio Lannutti ha già definito il governo Renzi “cameriere dei banchieri” mentre sulla sponda opposta si è schierata Bankitalia. Giorgio Gobbi, responsabile del servizio stabilità finanziaria di Palazzo Koch, in un'audizione al Senato ha infatti sottolineato che l'applicazione degli interessi composti è una pratica presente in qualsiasi paese ed è vietata soltanto nelle nazioni islamiche, dove dare denaro in prestito è addirittura peccato. Oggi, alle 18, scade il termine ultimo per presentare gli emendamenti al Decreto Competitività, prima della sua conversione in legge. Se nessuno si metterà di mezzo, l'anatocismo potrebbe dunque avere di nuovo la strada spianata.

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