Economia

Sistri, ecco cosa rischiano le imprese non in regola

La mancata iscrizione al Sistema di controllo dei rifiuti può costare una multa anche fino a 100mila euro

Rifiuti

– Credits: Imagoeconomica

Entra sempre più nel vivo, seppur con ritardi e posticipi che durano ormai da mesi e mesi, l’operatività del Sistri, il Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti. A partire da quest’anno infatti sono diventati obbligatori, per tutte le imprese interessate, l’iscrizione e il versamento del relativo contributo alla piattaforma digitale di controllo dei rifiuti. E per chi non si adegua sono pronte multe salatissime. A questo proposito, il recente decreto Milleproroghe ha stabilito uno slittamento nell’applicazione delle sanzioni a partire dal prossimo primo aprile.

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Le imprese interessate dunque hanno ancora tempo un mese per regolarizzare la propria posizione, prima che come detto scattino ammende decisamente pesanti: la mancata iscrizione e l’omesso pagamento delle proprie quote associative, prevedono infatti multe che vanno da 2.600 a 15.500 euro, ma che possono aumentare fino a quota 93mila euro nel caso di rifiuti pericolosi. Uno sprone dunque non da poco a mettersi in regola prima possibile. Sono state invece sospese le altre possibili sanzioni previste per inadempienze nell’applicazione delle nuove norme riguardanti il Sistri.

Il Parlamento ha infatti deciso che per tutto il 2015 resterà in vigore un regime parallelo, con le nuove regole, che riguardano come detto solo l’iscrizione e il pagamento del contributo al Sistri, e le vecchie regole, che tra le altre cose prevedono invece la presentazione del cosiddetto Mud cartaceo, ovvero il Modello unico di dichiarazione ambientale. Il periodo cuscinetto così determinato, dovrebbe servire a sistemare tutta una serie di problematiche che da tempo le aziende hanno rilevato nell’adozione del Sistri. Ricordiamo che quest’ultimo si basa su tecnologie digitali che permettono, come detto, la completa tracciabilità dei rifuti, in particolare di quelli più pericolosi.

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A questo scopo il sistema adotta una cosiddetta "black box" (cioè un trasponder), da montare sui mezzi adibiti al trasporto dei rifiuti per tracciarne i movimenti, e un software per autenticazione e firma elettronica che viaggia assieme ai rifiuti, su cui sono salvati tutti i dati ad essi relativi. Una struttura tecnologicamente avanzata che dovrebbe dunque evitare i fenomeni di smaltimento abusivo di rifiuti pericolosi che nel nostro Paese sono diventati una piaga dolorosissima, soprattutto in alcune zone della Penisola.

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Vale la pena infine ricordare in maniera sintetica le imprese che sono obbligate all’iscrizione al Sistri: tra esse figurano i produttori speciali di rifiuti pericolosi con più di dieci dipendenti, i produttori di rifiuti speciali pericolosi che effettuano attività di stoccaggio, imprese di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento dei rifiuti urbani della Regione Campania, e i produttori iniziali di rifiuti pericolosi da attività di pesca professionale e acquacultura con più di dieci dipendenti. Sono invece escluse le piccole aziende sotto i dieci dipendenti e, indipendentemente dal numero di occupati, gli enti e le società iscritte alla sezione speciale “imprese agricole” del Registro delle imprese.

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