Più diritti, più spesa pubblica. L'eterologa, per esempio...

Due semplici calcoli per sapere quanto pesa sui conti dello Stato la decisione della Corte Costituzionale

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. – Credits: Ansa

Marco Cobianchi

-

Aveva, come spesso succede, ragione Hayek. I diritti costano e chi li paga sono spesso i cittadini che non ne usufruiscono. E più aumenta il numero dei diritti che devono essere soddisfatti, più aumenta la spesa pubblica. E questo perché un "diritto" può essere garantito solo dallo Stato. Se, per esempio, si stabilisce che avere un figlio è un diritto, lo Stato deve garantire a tutti il soddisfacimento di questo diritto e deve farlo gratis. Se, invece, avere un figlio non è un diritto, allora lo Stato non c'entra nulla e ogni persona, o ogni coppia, se lo paga con i propri soldi.

Giovedì 25 settembre tutte le Regioni italiane hanno stabilito che, dopo la sentenza della Consulta di aprile che ha "aperto" alle coppie italiane la possibilità di accedere alla fecondazione eterologa che era vietata da una legge del 2004, avere un figlio è un diritto mentre la Regione Lombardia (unica) ha stabilito che avere un figlio non è un diritto ma una facoltà. Queste decisioni hanno un effetto diretto sulla spesa pubblica. Tutte le Regioni italiane hanno stabilito un ticket a carico della coppia desiderosa di avere un figlio attraverso la fecondazione eterologa che va da 400 a 600 euro. La Regione Lombardia non sborsa un centesimo e tutto il costo, che va da 1500 a 4000 euro a seconda del tipo di intervento necessario, è a carico della coppia. In Emilia Romagna, invece, è tutto gratis. Grazie a questi dati è possibile calcolare, anche se in modo approssimativo, quanto costa allo Stato soddisfare il diritto ad avere un figlio, ma prima una precisazione: la percentuale di successo per ogni intervento di fecondazione eterologa è del 40% circa e ancora non si sa se il ticket comprende 2 o 3 tentativi oppure uno solo. Idem per la Lombardia.

In attesa di saperlo immaginiamo, per assurdo, che ogni intervento di fecondazione eterologa vada a buon fine al primo tentativo e facciamo un semplice calcolo prendendo come costo medio del ticket 500 euro. Significa che, se 4mila euro è il costo di un intervento di fecondazione eterologa e 500 sono quelli pagati dalla coppia, la somma a carico della sanità pubblica per ogni intervento è di 3500 euro. Cifra spannometrica, ovviamente, ma serve per rendere l'idea.

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha detto recentemente che le coppie che in Italia vorrebbero accedere alla fecondazione eterologa sono 9mila. Visto che per ognuna (e per un solo tentativo) il costo ammonta a 3500 euro, significa che l'esborso a carico dei conti pubblici per garantire il diritto ad avere un figlio è, come minimo, pari a 31 milioni e 500mila euro l’anno. Poco? Tanto? Dipende dai punti di vista, quel che è certo è che se nessun pasto è gratis, nemmeno nessun diritto lo è.

 

© Riproduzione Riservata

Commenti