Economia

Pil fermo nel secondo trimestre del 2016

Rispetto a un anno fa la crescita è dello 0,7%. Scende il valore della componente industriale. La ripresa non c'è. Il Tesoro: "Non è una sorpresa"

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Il Ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan – Credits: AFP PHOTO / EMMANUEL DUNAND

Nel secondo trimestre del 2016 il Pil è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente (variazione congiunturale) ed è aumentato dello 0,7% nei confronti del secondo trimestre del 2015 (variazione tendenziale). Lo rileva l'Istat.

La variazione congiunturale (trimestre su trimestre) è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nei comparti dell'agricoltura e dei servizi e di una diminuzione in quello dell'industria. Dal lato della domanda, vi è invece un lieve contributo negativo della componente nazionale (al lordo delle scorte), compensato da un apporto positivo della componente estera netta.

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L'andamento del Pil in Italia evidenziato dall'Istat – Credits: Istat

Il dato sul pil fermo "non costituisce una sorpresa" afferma il Tesoro spiegando che dipende da fenomeni come, tra l'altro, la minaccia del terrorismo, la crisi dei migranti e la Brexit che "erano noti da tempo" rispetto all'impatto sulle prospettive di crescita dell'Italia. "Diverse fonti di Governo, compreso il Mef, avevano già segnalato che le stime di crescita formulate ad aprile con il Def sarebbero state messe in discussione da questo nuovo scenario, e numerosi previsori (dal Fmi all'Ocse) hanno già rivisto al ribasso le stime della crescita mondiale".

Le preoccupazioni
"In un panorama economico internazionale che si è fatto più complicato, l'Italia conferma le sue difficoltà di lungo periodo" ha commentato Andrea Goldstein, managing director di Nomisma. "La situazione dell'economia nazionale non può che destare preoccupazione. Soprattutto perché cala il valore aggiunto dell'industria, mentre dal lato della domanda il contributo della componente nazionale è lievemente negativo. Per l'ennesima volta, a tenere è solo la componente estera netta, favorita dal prezzo ancora debole dell'energia. Con una variazione acquisita per il 2016 pari a un modesto +0,6%, la spazio per una manovra espansiva ad autunno si riduce ulteriormente".

Cosa succede all'estero
Nello stesso periodo il Pil è aumentato in termini congiunturali dello 0,6% nel Regno Unito e dello 0,3% negli Stati Uniti, mentre ha segnato una variazione nulla in Francia. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 2,2% nel Regno Unito, dell'1,4% in Francia e dell'1,2% negli Stati Uniti.

Nel complesso, secondo la stima diffusa il 29 luglio scorso, il Pil dei paesi dell'area Euro è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell'1,6% nel confronto con lo stesso trimestre del 2015.


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