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Economia

Perth, Australia: terra promessa

Al nono posto fra le città più vivibili del mondo, la capitale dell’Australia occidentale conosce una stagione di straordinaria prosperità

Negozi di lusso e ristoranti alla moda: il due volte premio Oscar Robert De Niro a Perth lo scorso marzo per l'apertura ufficiale del ristorante Nobu di cui ne è co-proprietario con lo chef Nobu Matsuhisa

Perth è sulla cresta dell’onda. I suoi abitanti, infatti, hanno lo standard di vita più alto di tutte le cinque principali città dell’Australia. Come se non bastasse, in controtendenza con il resto del Paese, la città sta vivendo una nuova stagione di grande prosperità. Lo rivela un recente articolo di Bbc che riporta l’esperienza di Dean Hewitt, arrivato fin qui da Londra alla fine dello scorso anno, con l’obiettivo di aprire la succursale di una società di selezione del personale.

In sei mesi, il giro d’affari dell’agenzia ha superato le previsioni del business plan triennale. A Perth, i nuovi lavoratori sono benvenuti: arrivano ingegneri dalla Nuova Zelanda, veterani dagli Stati Uniti, camionisti dal Regno Unito. “Questi ultimi, possono guadagnare fra 150 e 200mila dollari australiani, mentre in patria ne portavano a casa circa 60mila”, spiega Hewitt. In pratica, fra 120 e 160mila euro, contro i circa 49mila del proprio Paese.

The Economist ha recentemente assegnato a Perth il nono posto nella classifica globale delle città più vivibili. Perth è la città dell’Australia a più rapida crescita e con il più basso tasso di disoccupazione: a luglio, il 3,6% della popolazione era senza lavoro, contro il 5,2% medio del Paese. Cinque dei quindici australiani più ricchi vivono qui, senza contare che Perth ha dato i natali a Gina Rinehart, la regina delle miniere nonchè la donna più ricca del mondo Negli ultimi cinque anni, inoltre, il reddito medio è cresciuto del 35%. Molta parte del merito va al settore minerario che oggi contribuisce a più del 20% della ricchezza nazionale, mentre era solo l’8% negli anni Novanta.

Ma non sono solo i lavoratori meno specializzati quelli che approdano in città. Secondo Helen Cook, partner di Kpmg, la capitale dello stato sta conquistando sempre più professionisti, attratti dalle opportunità finanziarie dell’economia locale. Il settore finanziario rappresenta il 7,2% del giro d’affari della città. E’ così che alcune fra le principali banche di investimento si stanno muovendo per avere una presenza in loco: Deutsche Bank, Goldman Sachs, ma anche società di consulenza come McKinsey, Boston Consulting Group e Bain & Co hanno puntato su Perth.

Ma non tutto è oro quel che luccica: Chris Twomey, della Western Australia Council on Social Services, fa notare che le discrepanze fra chi guadagna e chi no si sono acuite. Vivere a Perth, adesso, costa di più che a New york o a Londra: negli ultimi cinque anni, l’affitto medio nella zona è cresciuto dell’80% e trovare casa è sempre più complicato, complice l’incremento della popolazione.

Sul futuro, gli esperti sono divisi. C’è chi vede nello stop al progetto da 138 miliardi di dollari australiani per il settore energetico, minerario e infrastrutturale, il segno di un imminente inversione di tendenza. E che chi avverte che potrebbe semplicemente trattarsi di uno stop fisiologico fra due fasi di sviluppo del settore minerario che si starebbe preparando  a un ulteriore balzo in avanti.

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