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Vertice Europeo, l'unione politica ora è più vicina

Dal nuovo ruolo della Bce all'uso del fondo salvastati per controllare gli spread. Le decisioni prese a Bruxelles comportano la cessione di parte della sovranità nazionale

Angela Merkel, il cancelliere tedesco, al Vertice Europeo di Bruxelles il 29 giugno 2012 (Credits: EPA/OLIVIER HOSLET)

È stato un primo importante successo . Per l’Europa. E per Mario Monti, che ha dettato le linee guida dell’impalcatura di riforma dell’Unione Europea approvate questa notte al Vertice di Bruxelles.
Angela Merkel è stata accontentata: niente Eurobond . Ma ha dovuto cedere al supporto europeo comune ai problemi di debito nazionali.
L’intervento dei fondi salvastati per calmierare il boom degli spread sui titoli di stato oggetto di speculazione da parte dei mercati e per ricapitalizzare le banche in difficoltà, insieme alla Bce mega-controllore di tutti gli istituti europei nazionali, sono un segnale chiaro verso quell’unione politica che gli ideatori della Ue avevano in mente e che ancora non è stato realizzato.
“Finalmente stiamo andando in quella direzione” commenta Stefano Caselli, economista dell’Università Bocconi di Milano. “I singoli Paesi devono ora cedere parte della loro sovranità nazionale alla Bce e all’Europa. E questo è davvero un momento importantissimo e sicuramente positivo”.
Due sono i passaggi che testimoniano la cessione di questa sovranità.

Il primo: il nuovo ruolo della Bce, nel cui statuto è già previsto che possa assumere azioni di vigilanza (a dimostrazione del fatto che i costituenti erano stati lungimiranti al riguardo), si traduce nello svuotamento dei ruoli della singola banca centrale nazionale, come la nostra Banca d’Italia. “Probabile che diventino solo delle ramificazioni operative della Bce” commenta Caselli in attesa dei dettagli. Ma c’è di più: nel momento in cui la Bce dovesse decidere di intervenire e sostenere finanziariamente un istituto spagnolo o francese o tedesco questo diventerebbe “di proprietà, anche se solo parziale, dell’Europa. E questa non è cessione di sovranità?”.
Il secondo: il fondo anti-spread. “L’Europa ha una quantità di denaro spaventosa da mettere a diposizione dei singoli Paesi” aggiunge Caselli. “È stato deciso di usarla per fare trading sui titoli di stato quando i loro rendimenti superano una certa soglia di spread rispetto ai bund tedeschi. Nel caso dell’Italia si è parlato di 250 punti, ma i dettagli arriveranno poi”.

Significa che quando gli spread superano la soglia che sarà indicata, il Fondo salvastati interviene come un normale operatore di mercato e fa trading sui titoli nazionali per abbassare gli spread. “È un passaggio potente” taglia corto Caselli “che consente di alleggerire i singoli Paesi dall'acquistare i propri titoli di stato aumentando così il debito solo per tentare di rassicurare i mercati. In pratica si alleggerisce il debito pubblico e si ragiona in un’ottica comunitaria e non più nazionale”.
Si avvicina dunque l’unione politica che fa il paio e completa quella economica.

Il nostro presidente del Consiglio Mario Monti non può che dirsi soddisfatto. Ha già messo le mani avanti dicendo che l’Italia non ha bisogno ora dell'intervento dei fondi salvastati ma che le nuove norme sono fondamentali per le esigenze presenti e future di tutti.
Ora ha la possibilità di concentrarsi anche su altro. Come gli Azzurri. Ha dichiarato di essere “felice e orgoglioso” del successo di Varsavia contro la Germania. E che, di sicuro, andrà a Kiev a vedere la Nazionale nella finale contro la Spagna.

Lì la sovranità nazionale non deve essere ceduta. Per nulla al mondo.

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