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Vertice Europeo, alla vigilia Merkel e gli altri salvano anche Cipro. Perché hanno paura della Russia

Se non fosse intervenuta l'Eurozona, ci avrebbe pensato Vladimir Putin. Rispolverando vecchie ambizioni e riaprendo un piano espansionistico nell'Europa dell'est che preoccupa (non poco) l'occidente

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Le bandiere degli Stati dell'Unione Europea a Bruxelles – Credits: Imagoeconomica

Allarme rosso nell’Eurozona. A un giorno soltanto dal vertice che deve salvare la valuta unica, l’Eurogruppo della verità, si allarga sempre di più la falla nel Vecchio continente. Da oggi sono ufficialmente saliti a cinque su 17 i paesi europei costretti a ricorrere agli aiuti del fondo Salva stati. Dopo Grecia, Irlanda e Portogallo, Spagna è Cipro ad alzare bandiera bianca.

A stretto giro hanno detto sì i ministri delle Finanze riuniti in teleconferenza alla sua richiesta di assistenza finanziaria. E’ una goccia nel mare magnum delle insidie in cui naviga l’euro, potrebbe osservare qualcuno. Distrattamente.

“L’isola di Venere è avamposto degli interessi della Russia nel Mediterraneo”, segnala a Panorama.it Paolo Moia, responsabile investimenti di Banca Profilo. Dal punto di vista geopolitico, Cipro è una pedina molto delicata. Oggi forse sarà anche solo l’ennesima vittima del contagio greco. Domani potrebbe nascondere mire dagli scenari inaspettati. Che richiamano vecchie ambizioni. Una ragione in più quindi, per chi ha occhio lungo e non solo, per evitare un’uscita di Atene dall’euro.

Non hanno avuto dubbi i ministri delle Finanze dell'Eurozona riuniti in teleconferenza questo pomeriggio: subito hanno accolto la richiesta di assistenza finanziaria che Cipro ha rivolto all'Unione europea due giorni fa. Ancora non è chiaro a quanto potrebbe ammontare il gettone che Nicosia si prepara ad avanzare ai partner europei. Le ipotesi in campo spaziano fra i 6 e i 10 miliardi di euro. Questo in fondo è solo un dettaglio. “Sarà un importo marginale rispetto alle dimensioni della sua economia, circa 18 miliardi di euro nel 2011”, dice convinto Arjen van Dijkhuizen, economista olandese di Abn Amro.

“Qui stiamo parlando di un paese piccolo. Peccato che oggi anche un fallimento di queste dimensioni potrebbe avere effetti globali”. E, in effetti, la sua richiesta di aiuti ha aggiunto un pizzico di nervosismo sulle Borse. “Aiutare Cipro – prosegue l’economista – significa qualcosa di più di un semplice gesto: è assumere l’antibiotico per debellare l’influenza greca”. E, in effetti, scavando nei legami che intercorrono tra il sistema finanziario ellenico e quello cipriota si scopre che lì sono affiorati i guai per l’isola di Venere. Solo il secondo istituto dell'isola, la Cyprus Popular Bank, ha bisogno di raccogliere fondi per 1,8 miliardi di euro entro sabato per riportare il suo rapporto di capitale tier 1 in linea con i parametri europei. La morale di questa storia è però altrove.

E’ sufficiente scannerizzare una dichiarazione, quella del portavoce del governo cipriota, Stefanos Stafanou, per capire che piega avrebbe potuto prendere la situazione. Parlando alla radio RIK ha confermato come gli esperti dell'Ue arriveranno nell'isola nei prossimi giorni per definire "quanto è necessario", anche se "in parallelo alla richiesta all'Europa continuiamo a ricercare altre opzioni". Il riferimento è a possibili prestiti esteri da partner come Russia e Cina. E qui sta l’inghippo.

Come osserva Moia di Banca Profilo “quella di Cipro è un’economia molto esposta agli interessi russi: è oggi il suo centro finanziario con sbocco sul Mediterraneo”. Di più: la Russia ha dato a Cipro l'anno scorso un prestito di 2,5 miliardi di  dollari e il presidente Christofias, parlando in russo fluente, ha dichiarato di essere un fedele alleato di Putin.

In altre parole “se l’Eurozona non fosse intervenuta qualcuno altro l’avrebbe fatto al suo posto ed è la dimostrazione di come un problema di carattere economico potrebbe assumere un valenza differente e diventare geopolitico”. Meglio quindi stare attenti ai dettagli. Trattasi questo di valido motivo, in più, per mantenere la Grecia nel club dell’euro. Prima che riaffiorino vecchie ambiziosi. Da parte di qualcuno da molto lontano.

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