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Vertice Europeo, a Bruxelles si prende tempo. Ma forse non ce n'è più

Il primo giorno di incontri si chiude con la promessa di una roadmap entro dicembre. Ma i mercati non aspetteranno

Due pupazzi raffiguranti il ministro dell'economia e vice cancelliere Philipp Roesler e il cancelliere tedesco Angela Merkel (Credits: AP Photo/Markus Schreiber)

"Preparatevi al peggio" ci aveva avvisato il presidente del Consiglio Mario Monti. E il peggio è stato. Né decisioni dal sapore tedesco, né decisioni dal sapore italiano. Oggi, nella prima giornata del vertice europeo ha vinto la politica della diplomazia del tempo. Entro la fine dell'anno sarà presentata una "roadmap dettagliata" (cosa significa si capirà forse meglio nelle prossime ore) per un'unione economica più stretta.

La buona notizia: forse i vari leader europei stanno trovando delle linee guida su cui accordarsi.

La cattiva notizia: la fine dell'anno è lontana. Molto lontana. "I mercati sono impazienti e vogliono risposte veloci" ha detto oggi Pier Carlo Padoan, capo economista e vicedirettore generale dell'Ocse. Se ha ragione davvero lo scopriremo domani mattina all'apertura prima dei mercati asiatici e poi di quelli europei. Oggi le chiusure sono state non positive. Una brutta premonizione.

Intanto Angela Merkel si è detta disposta ad aprire uno spiraglio sugli Eurobond, titoli di debito che dovrebbero consentire di spalmare su tutti i paesi dell'Eurozona i singoli debiti statali, ma a un patto: che sia uno "zar" europeo (sì, si sarebbe espressa proprio così) vigile sui conti pubblici dei 16 paesi dell'euro e soprattutto che prima della loro emissione venga realizzata una Unione dei bilanci realmente efficace. Lo ha fatto dire da Wolfgang Schaeuble, ministro delle Finanze tedesco, che ha rilasciato alcune dichiarazioni al The Wall Street Journal.

Domani sarà una seconda giornata chiave. Sul tavolo, da una parte il documento che fissa le linee guida per un'unione politica, fiscale ed economica vera da realizzare entro i prossimi dieci anni, e dall'altra le cinque leve su cui lavorare per trovare un accordo: tobin tax, fiscal compact, meccanismo anti-spread, fondo salva stati ed Eurobond.

Mario Monti continuerà a giocare d'attacco per creare un meccanismo anti-spread con l'obiettivo di bloccare la speculazione sui titoli di stato troppo cari e gettare le basi per una condivisione del debito "comune" (con gli Eurobond). Angela Merkel continuerà a restare in difesa, forte della sua posizione dominante in Europa, ma consapevole di aver bisogno anche lei (e il suo Paese, e i suoi elettori) di un'Europa solida dove far girare il proprio business e far lavorare le sue imprese.

Per ora godiamoci la partita Italia-Germania. Quella che si gioca a Varsavia. E dove (per una volta) speriamo di vedere la nostra nazionale spingere in attacco e i tedeschi essere costretti a chiudersi in difesa. Proprio come sta accadendo a Bruxelles.

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