Aziende

Terremoto in Emilia: le aziende che ce l'hanno fatta a un anno dal sisma

Dodici mesi fa i lavoratori in cassa integrazione arrivarono a toccare le 41.335 unità. Oggi il dato è sceso a 2.627 dipendenti

Il tendone da circo allestito al posto dei capannoni della cooperativa Cpl Concordia crollati per il sisma di fine maggio 2012 – Credits: Cpl Concordia

E' passato un anno dal terremoto che colpì le province di Ferrara, Modena, Bologna e Reggio Emilia. Scosse forti e inaspettate in quella regione, da sempre classificata come non a rischio, e che invece si sono ripetute per due settimane, facendo crollare di volta in volta case e capannoni, sotto le cui macerie sono morte 28 persone, in maggior parte dipendenti di aziende distrutte di quella che è considerata una delle aree più produttive del Paese.

Una piccola parte del miglior made in Italy cadde al tappeto, in meno di quindici giorni: a seguito del sisma i lavoratori in cassa integrazione arrivarono a toccare le 41.335 unità. Ma dopo 365 giorni è ripartita l'economia e il dato è sceso a 2.627 dipendenti.

Il bilancio, oggi, è positivo: la maggior parte delle aziende è riuscita a rialzarsi, alcune facendo tra l'altro molto bene, mentre per altre la situazione è più difficile.

Certi settori ce l'hanno fatta grazie all'aiuto di tutti gli italiani, come il Parmigiano Reggiano , salvato dagli acquisti solidali pari a un milione di chili. 

Altre realtà devono molto all'iniziativa privata. Il progetto "Emiliani più forti della scossa", promosso dalla onlus Cesvi e dal Gruppo Zegna, ha permesso di riavviare le attività in nuove strutture a tre aziende del Modenese che occupano 200 dipendenti: Crea-Si (tessile), Ptl (meccanica) e Premedical (biomedicale).

"Il sisma che ha colpito la nostra terra, le nostre persone e la nostra azienda ci ha messo a durissima prova, ma è stato un evento che ci ha costretto a ricredere in noi stessi, nelle nostre capacità, nella passione con cui portiamo avanti il nostro lavoro", racconta oggi Gloria Trevisani, titolare di Crea-Si.

Non così è andata ad altri suoi colleghi, visto che delle 25.000 aziende coinvolte nel sisma, oltre la metà ha dichiarato danni.

Eppure lo Stato, da parte sua, ha messo a disposizione per la ricostruzione, secondo le stime della Regione Emilia Romagna, oltre 10 miliardi, cui si debbono aggiungere 6 miliardi resi disponibili dalla Cassa depositi e prestiti senza interessi alla restituzione.

Il problema, però, è che non tutti sono arrivati a destinazione quando ce n'era davvero bisogno: secondo Coldiretti, le circa 6mila aziende agricole danneggiate dal sisma emiliano, pari a un quarto delle 23.500 imprese totali danneggiate rilevate dalla Protezione Civile, in dodici mesi addirittura non hanno ricevuto un solo euro.

Colpa, denuncia l'associazione dei coltivatori, di una burocrazia frammentata tra regole e pubblica amministrazione che ha impedito ai finanziamenti, pur disponibili, di raggiungere cittadini e imprenditori in tempi adeguati alla gravità dell'evento. 

"Burocrazia che ci ha preoccupato in questi mesi più del sisma stesso", aggiunge Roberto Casari, presidente di CPL Concordia, una multiutility dell'energia attiva nella gestione delle reti gas.

Anche i loro capannoni, che si trovano a Concordia sulla Secchia, a metà strada tra Novi Emilia e Mirandola, due tra i centri più colpiti assieme a Finale Emilia (epicentro del sisma del 20 maggio 2012), dopo le prime scosse sono venuti giù come un castello di carte.

Ma l'azienda non si è arrestata un solo giorno. Anzi, ha continuato a lavorare per settimane sotto un tendone da circo, allestito in fretta e furia, offerto da Nando Orfei.

Casari 12 mesi fa temeva una brusca frenata del giro d'affari, ma in un anno dal terremoto ha dovuto ricredersi: la società non solo non ha perso quote di mercato in Italia, ma di recente ha fatto il suo ingresso negli Stati Uniti d'America, dove ha creato una joint venture con un operatore locale per la gestione di 40 edifici di grandi dimensioni tra cui l'Empire State Building.

Già, la forza di volontà, a volte, è più forte del terremoto.

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