Economia

Spending review: ecco tutto quello che ha in mente Bondi

Previsti tagli nella sanità e nel pubblico impiego, ma i sindacati già minacciano lo sciopero generale

Enrico Bondi, commissario straordinario per i tagli alla pubblica amministrazione (Credits: Roberto Monaldo/LaPresse)

Discussioni, confronti serrati, ma soprattutto ministeri recalcitranti e sindacati sul piede di guerra, con il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni che arriva apertamente a parlare di possibile sciopero generale. È questo il clima in cui in queste ore a Palazzo Chigi si sta consumando la trattativa per definire le misure di spending review su cui da tempo sta lavorando il commissario ad acta Enrico Bondi , e che oggi vede all’ordine del giorno una riunione interministeriale che dovrà fare il punto sulla situazione.

L’obiettivo sarebbe quello di portare il provvedimento in Consiglio dei ministri già per venerdì prossimo. Le difficoltà però non sono poche, e la dimostrazione sta tutta nel vero e proprio diluvio di dichiarazioni che oggi si sta abbattendo intorno all’argomento: da sindaci a presidenti di Regione, da associazioni di consumatori a sindacati, passando per l'intero novero delle forze politiche, è tutto un rincorrersi di richieste ad intervenire oppure a lasciare le situazioni immutate.

Tra le questioni più scottanti certamente i possibili tagli alla sanità e nel campo del pubblico impiego, due temi che hanno in particolare acceso gli animi delle organizzazioni sindacali che non vogliono sentir parlare di nuove penalizzazioni per questi settori già duramente colpiti dai precedenti tagli al bilancio statale.

Andiamo allora a vedere quali sono gli interventi a cui il governo starebbe pensando, sottolineando che la prima incertezza riguarda l’entità dell’intero provvedimento: le indiscrezioni parlano di una forbice tra i 4 e gli 8 miliardi di euro (ma c'è da dubitarne ). Quello che è certo però, è che grazie a questi nuovi risparmi, il governo vorrebbe evitare il previsto aumento di due punti dell’Iva ad ottobre.

- L'esecutivo pensa innanzitutto ad un taglio del 10 per cento degli organici di ministeri e amministrazioni centrali e del 20 per cento per i dirigenti, per un totale di circa 180 mila dipendenti in tre anni. I lavoratori in esubero dovrebbero essere avviati alla mobilità con due anni all'80 per cento dello stipendio. L'impatto dei tagli sarà attenuato dalla possibilità di accesso alla pensione, con regole più favorevoli, simili a quelle precedenti alla recente riforma del governo Monti, per coloro che maturano i vecchi requisiti entro il 2014.

- I buoni pasto per i dipendenti pubblici torneranno alla cifra originaria di 7 euro l'uno , dopo che una serie di accordi sindacali li avevano elevati a 12-14 euro.

- Ancora sul fronte degli statali, taglio del 50% delle auto blu, e divieto di compensazione economica delle ferie, delle quali invece bisognerà obbligatoriamente fruire. Previsto anche un giro di vite sulle consulenze.

- Si prevedono poi risparmi sugli acquisti di beni e servizi, con un ruolo più ampio affidato alla Consip , la società per azioni del Ministero dell'Economia, che dovrà controllare le spese ministeriali anche con effetto retroattivo rispetto ai contratti già conclusi.

- Prevista anche una stretta nei componenti dei consigli di amministrazione delle società controllate dallo Stato o dagli enti locali e non quotate, che non potranno essere più di tre.

- Altri tagli riguarderanno gli immobili pubblici con misure di razionalizzazione e il congelamento dei canoni di affitto fino al 2014. Sempre sul fronte affitti, quelli in scadenza a gennaio potranno essere rinegoziati con riduzioni fino al 20%.

- Per quanto riguarda gli enti locali, si prevede l'istituzione delle aree metropolitane, misura che dovrebbe portare all'abolizione della maggioranza delle Province, iniziativa tra l’altro più volte annunciata in questi ultimi anni, ma mai diventata realtà.

- Sul fronte sanitario, come detto tra i più scottanti,  il governo vuole riportare sotto controllo la spesa per i farmaci riducendone l’entità e ventilando l’introduzione di nuovi ticket, proposta questa che ha fatto subito salire sulle barricate i sindacati. Si prevede inoltre la diminuzione delle prestazioni e delle forniture da parte di enti convenzionati e si punta all’eliminazione di tutta una serie di enti sanitari inutili.

- Sempre nel campo della salute, tra le novità già operative, l’arrivo online con accessibilità estesa a tutti sul sito dell'Autorità di vigilanza per i contratti pubblici, dei prezzi di riferimento di farmaci e attrezzature mediche. Da oggi tutti i cittadini, ma soprattutto i centri di spesa come Asl e Regioni, potranno conoscere il prezzo medio effettivo, reale, di un farmaco ospedaliero o di un servizio sanitario. L'obiettivo è quello di aiutare Regioni, Asl e ospedali a mettere fine alle enormi differenze di costi finora registrate.

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