Economia

Speculazione: l’università e altre cinque bolle a cui fare attenzione

Meno studenti, maggiori sconti: il business dell’istruzione privata negli Stati Uniti si sta sgonfiando. E non è il solo

Studenti a una cerimonia di laurea alla Ohio State University (Mandel Ngan/AFP/Getty Images)

Silenziosamente, il costo dell’istruzione universitaria negli Stati Uniti è andato alle stelle. Dal 1978 a oggi, infatti, le tasse universitarie hanno superato di gran lunga qualsiasi altra voce di spesa: più delle case e più della salute. Sono cresciute più dell’andamento stesso dell’economia. Ma adesso, rileva Washington Examiner , le cose stanno cambiando: il business dell’istruzione si sta sgonfiando. Lo dimostra il fatto che i candidati possono negoziare sconti maggiori sulle tasse universitarie. Il Wall Street Journal  riferisce che lo sconto medio proposto alle matricole lo scorso anno si aggira sul 45%. Per contro, l’aumento delle tasse universitarie è al minimo storico. Il numero di matricole, inoltre, diminuisce: i giovani, infatti, hanno preso atto delle mutate condizioni del mercato del lavoro e non sono più disposti a giocarsi anni di vita per ripianare il debito d’onore contratto per pagarsi gli studi. 

 “Per lunghi anni, l’aumento delle tasse universitarie non era sembrato un problema – scrive Michael Barone su Washington Examiner -. Il college era considerato un buon investimento durante gli anni caratterizzati da crescita economica e bassa inflazione, cioè dal 1982 al 2007”. I debiti, insomma, sarebbero stati facilmente ripianati grazie ai maggiori introiti legati, appunto, al possesso di un titolo di studio universitario. Per conquistare nuovi studenti, negli ultimi trent’anni le università si sono sfidate sul terreno delle infrastrutture. Il risultato è che oggi i campus hanno più personale impiegato nell’amministrazione che professori. Secondo Barone, il tentativo da parte di Washington di democratizzare l’accesso all’università ricorda quello per la democratizzazione della proprietà immobiliare. Adesso, questa politica si è ritorta contro gli studenti che, se si laureano senza brillare, escono dall’università con un prestito d’onore, ma senza la reale possibilità di trovare un lavoro per cui hanno studiato e che li aiuti a ripianare il debito. 

L’università, stando a Business Insider , non è l’unica bolla pronta a scoppiare. I libri di testo , per esempio, sono cresciuti dell’800% da 1978 e il trend non potrà che invertire la rotta. Dall’altra parte del mondo, il prezzo delle abitazioni in Cina  è aumentato del 3,1% nel mese di febbraio, il salto più grande registrato nel Paese. Ma con città completamente disabitate, è possibile che il mercato immobiliare sia a rischio. Gli economisti sono preoccupati anche per una potenziale speculazione sui titoli del debito pubblico americano e, in particolare, sui due trilioni di obbligazioni emesse lo scorso anno i cui interessi sono insostenibilmente bassi. Anche il mercato dell’arte  richiama l’attenzione degli analisti: nel 1997, il magnate dei casinò Steve Wynn aveva acquistato “Il sogno” di Picasso per 48 milioni di dollari e l’ha rivenduto un paio di mesi fa per 155 milioni. Occhi puntati, infine, sulla sanità  negli Stati Uniti : la spesa nel settore è cresciuta 2,5 volte più velocemente del reddito negli ultimi trent’anni. Per alcuni aspetti, secondo gli analisti, l’assicurazione sanitaria ricorda il settore immobiliare americano, subordinata com’è a tassazioni più favorevoli.

© Riproduzione Riservata

Commenti