Economia

Russia, l'export con Mosca vale 12,2 miliardi di euro

Ecco cosa è andato a difendere il nostro premier Mario Monti nella missione russa. Siglati contratti in campo energetico, turistico, finanziario

Monti

Il premier Mario Monti

Dopo il pugno di ferro in guanto di velluto con Angela Merkel per cercare di arginare l’attacco all’euro, per Mario Monti è il momento di pensare allo sviluppo dell’economia e delle imprese, mettendo al sicuro un po’ di entrate in portafoglio. La missione in Russia del premier tecnico è infatti questo: rafforzare i legami con il quarto partner commerciale dell’Italia (dopo Olanda Cina e Germania) e consolidare attraverso nuove commesse export, manifattura e il lavoro di imprese medio grandi e del loro indotto.

La cifra in gioco sono i 12,2 miliardi di dollari di export registrati nel 2011 (dato Sace), in crescita del 15 per cento rispetto all’anno precedente e che traina soprattutto la meccanica strumentale (che vale il 30 per cento), l’abbigliamento (23 per cento), i mezzi di trasporto e i prodotti in metallo (entrambi al 7 per cento). A fare da sfondo, i grandi accodi strategici con l’industria militare e soprattutto sull’energia, settore in cui oggi l’Italia si impone come il secondo partner internazionale della Russia dopo la Germania con oltre 20 miliardi di gas russo venduto all’anno, ma che ci vedono tallonati dall’avanzare dalla Turchia.

Dopo la forte alleanza creata dall’ex premier Silvio Berlusconi con Vladimir Putin, la missione di Mario Monti era dunque carica di attese. E i sei accordi commerciali già siglati questa mattina sono un buon viatico. Come confermano anche le parole del primo ministro Dimitri Medvedev, pronto ad assicurare “che i rapporti economici tra Russia e Italia continueranno nonostante la crisi internazionale” e a confemare il vertice intergovernativo italo-russo di ottobre.

Il come, è lì da vedere. Si comincia consolidando l’asse energetico, la vera testa di ponte delle imprese italiane in Russia dai tempi di Enrico Mattei in poi, per poi passare attraverso le commesse per l’alta velocità, la riqualificazione di centri urbani, turistici e sportivi in vista delle Olimpiadi invernali del 2014 e del Mondiale di Calcio nel 2018. Nel complesso, citando soltanto la Sace (società del ministero dell’economia e delle finanze che garantisce e supporta l’attività estera delle imprese italiane) si parla di operazioni in discussione per circa 2 miliardi di euro (5,2 miliardi quelle assicurate nel 2011).

Ecco nel dettaglio gli accordi.

Energia
Uno dei primi contratti firmati questa mattina alla presenza di Monti e Medvedev riguarda infatti le attività di trivellazione alla ricerca di petrolio nel mare di Barnents e nel Mar Nero e che rinnova l’alleanza strategica tra l’Eni di Paolo Scaroni  e la compagnia russa Rosneft, rappresentata dal vice presidente Igor Pavlov. La Jv prevede lo scambio reciproco di tecnologie, in un rapporto cui fa da sfondo la lunga frequentazione tra i due Paesi in campo energetico. “E’ infatti Eni in alleanza con Gazprom che ha realizzato il grande gasdotto Bluestream sul fondo del  mar Nero” spiega Evgeny Utkin, giornalista russo esperto del settore “Ed è Saipem del gruppo Eni che sta posando i tubi per NordStream, il gasdotto che porta il gas sino in Germania”. E’ facile prevedere che questi giorni in Russia si stia discutendo anche di SouthStream, il terzo gasdotto che Eni dovrebbe cominciare a costruire il prossimo anno.

Turismo e costruzioni
Protagonista del settore è la friulana De Eccher, per la quale l’azionista Claudio Eccher ha ottenuto il contratto per la riqualificazione e lo sviluppo dell’area attorno dove sorgeva lo stadio della Dynamo di Mosca. L’operazione è sostenuta dal finanziamento di Intesa Sanpaolo, Cassa Depositi e Prestiti, SocGen e Kfw e comprende la realizzazione di appartamenti,uffici e alberghi. A garantirla per 474 milioni di euro c’è però Sace.
Sempre la società Rizzani de Eccher ha fatto sua la commessa del Northern Caucasus Resort Company per lo sviluppo di una cooperazione nell'industria del turismo ed in particolare per la realizzazione di un cluster turistico nel Distretto Federale del Caucaso del Nord. Nel dettaglio, si parla della realizzazione di 5 resort alpini per un valore complessivo di 10 miliardi di dollari

Alta velocità
Interesse e prese di contatto anche con l’obiettivo delle commesse miliardarie per l'alta velocità, in particolare sull'asse Mosca-San Piertoburgo, su cui il mondo imprenditoriale italiano ha richiamato l'attenzione di Monti. Si sta infatti già profilando una cordata Ferrovie-Unicredit-Impregilo-Ansaldo con alcune banche italiane per competere con i grandi gruppi francesi e tedeschi.

Abbattimenti energetico
Commessa da 170 milioni per Techint, che ha siglato con Norilski Nikel un contatto per elaborare un progetto pilota per un impianto di abbattimento delle emissioni di anidride solforica (SO2) nella citta' di Norilsk. Il valore complessivo dell'operazione è di 1,8 miliardi di dollari.

Poste
Anche le Poste russe parleranno un po’ italiano. Poste Italiane, Selex Elsag (gruppo Finmeccanica) e Poste Russe hanno infatti definito le linee guida di una collaborazione che vedrà le aziende italiane fare da consulenti per la realizzazione dei primi progetti operativi per la modernizzazione e il’informatizzazione dei servizi russi. In particolare, Sace è intervenuta a garanzia di due finanziamenti per un importo complessivo di 74 milioni a sostegno delle commesse assegnate a Selex Elsag per la realizzazione di un centro di automazione postale a Rostov sul Don e per la fornitura di macchinari e sistemi informatici per il centro postale di Mosca.

Credito e finanza
Da segnalare anche la joint-venture avviata tra tra Intesa Sanpaolo e Gazprombank per fornire capitali di private equity finalizzati allo sviluppo di aziende italiane e russe che vogliano espandersi a livello internazionale. Inizialmente il fondo partità con una dotazione di 150 milioni di euro ma potra' presto raddoppiare.

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