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Economia

Romney batte Obama 8-1 (nella raccolta fondi)

Tempi duri per Barak Obama, che perde 37,1 milioni contro 4,8

credit La Presse

Prima la cena per la raccolta fondi per Obama presidente, andata semi deserta, ora i dati relativi alle donazioni a sostegno dei due candidati alla Casa Bianca, con Mitt Romney che la fa da padrone. Tempi duri per Barak Obama, che secondo il quotidiano The Politico, perde la corsa nella raccolta di fondi in modo clamoroso: 1 a 8 (quasi) a favore del suo avversario repubblicano.

Il giornale statunitense, nella home page, dedica ampio spazio all'analisi dei bilanci dei rispettivi comitati elettorali degli aspiranti presidenti degli Stati Uniti. E il risultato è impietoso per Obama, soprattutto se si prendono in considerazione le lobbies dei mercati finanziari. "Il voto di Wall Street: Romney stravince a valanga" si legge infatti su The Politico. Gli operatori della borsa americana hanno donato al rappresentante repubblicano 37,1 milioni di dollari, contro gli appena 4,8 milioni andati a Obama.

Il quadro che ne esce è pessimo, ma è anche peggiore se si considera che ben 19 dei maggiori donatori a favore di Romney quattro anni fa avevano sostenuto l'attuale inquilino della Casa Bianca. In 49 invece in passato avevano speso denaro di tasca propria per finanziare il Partito Democratico e quest'anno, fino ad aprile, hanno invece destinato 18 milioni di dollari al "Restore our future", ovvero il "Super PAC" che racoglie i principali finanziamenti per la campagna elettorale del candidato Romney (che complessivamente ha finora raccolto 56,5 milioni).

Insomma, una vera sconfitta, almeno fino ad aprile, data a cui fanno riferimento i dati raccolti. Ma i segnali che provengono soprattutto dal mondo finanziario non sono affatto buoni per Obama. I primi di marzo lo staff presidenziale aveva fatto i salti mortali per organizzare una cena di raccolta fondi con la partecipazione di almeno una sessantina di capitani dell'alta finanza. Secondo il magazine del New York Times, di fronte agli inviti snobbati da banchieri e investitori di Wall Street, il presidente Obama era stato costretto ad allargare la partecipazione all'evento ad altri top executive non del settore. Alla fine sono stati raccolti 5 milioni di dollari, ma solo creando altri due eventi in concomitanza con quello principale.

E se le cose non sembrano andar bene tra i big di Wall Street, pare non andare molto meglio neppure tra i potenziali elettori ispanici, a cui Obama, al momento delle elezioni, aveva strizzato l'occhio. Ora i latinos sembrano pero' scontenti, tanto che i leader ispanici sono convinti che il prossimo 6 novembre l'appoggio sperato da Obama potrebbe venir meno. A creare maggior scontento sono stati i dati resi noti la scorsa settimana dal Dipartimento per la sicurezza interna, secondo cui nell'ultimo anno sarebero state annullate appena 4.400 deportazioni, pari a meno del 2% di quelle totali, già a livelli record, soprattutto verso Messico e centro America.

Aumentando le ispezioni nelle fattorie e nelle aziende, poi, sono cresciuti i casi di illegalita' nei documenti dei lavoratori, per lo più ispanici, quindi costretti a tornare nei propri Paesi d'origine. Insomma, il 62% di consensi ancora attribuiti a Obama tra i latini sembrano diminuire di settimana in settimana.

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