Lavoro

Riforma Fornero: primi bilanci e precari a spasso

L'istituto di ricerca Isfol pubblica uno studio sugli effetti della nuova legge sul welfare. Crollano i contratti flessibili ma non crescono i rapporti stabili

L'ex-ministro del welfare, Elsa Fornero, con alle spalle uno striscione esposto da precari (Credits:Ettore Ferrari/Ansa)

Aumentano le assunzioni a termine, ma crollano i contratti precari e calano pure quelli a tempo indeterminato. Sono i primi effetti dell'ultima riforma del lavoro che porta la firma dell'ex-ministro del welfare, Elsa Fornero .. A misurarli è stato l'istituto di ricerca Isfol, che ha analizzato l'andamento dell'occupazione nel corso del 2012, prima e dopo l'entrata in vigore della legge Fornero, avvenuta nel luglio dello scorso anno.

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Se l'obiettivo della riforma era quello di togliere di mezzo molti rapporti di lavoro flessibili (che a volte le aziende usano con troppa disinvoltura), il risultato sembra pienamente raggiunto: nel 2012, secondo l'Isfol, c'è stato infatti un calo delle persone assunte con un contratto di collaborazione (-9,2% nel quarto trimestre dello scorso anno) o con la forma del lavoro intermittente (-22% tra settembre e dicembre, rispetto ai tre mesi precedenti). Per questo, il successore della Fornero Enrico Giovannini ha detto che oggi ci vuole molta attenzione nelle mettere a punto possibili modifiche all'ultima riforma del lavoro (come programmato dal governo) poiché “la nuova legge sta finalmente producendo gli effetti voluti”.

A ben guardare, però, non è detto che il calo dei contratti precari sia oggi pienamente compensato da un aumento delle assunzioni stabili. Anzi, ci sono alcuni elementi che fanno pensare proprio al contrario. Secondo i dati dell'Isfol destagionalizzati (cioè elaborati tenendo conto di fattori straordinari come l'andamento del ciclo economico), purtroppo anche i nuovi contratti a tempo indeterminato sono complessivamente diminuiti: erano 445mila nel primo trimestre del 2012, sono saliti a 450mila nel terzo trimestre e sono poi calati a 430mila nell'ultima frazione dell'anno (-5,7%). C'è stato invece un leggero aumento delle assunzioni a termine, che sono cresciute da 1 milione 582mila circa del terzo trimestre 2012, fino a 1 milione 642 mila del quarto trimestre (+3,7%), pur restando tuttavia su un livello inferiore quello registrato tra gennaio e marzo del 2012 (oltre 1 milione 660mila).

Nello stesso periodo, per i rapporti flessibili c'è stata invece una vera e propria Caporetto. Le nuove assunzioni con contratto di collaborazione, per esempio, sono state più di 220mila nel primo trimestre del 2012 e sono scese progressivamente nei mesi successivi fino a raggiungere il livello di 165mila nell'ultima frazione dell'anno. Ancora peggio è andata ai nuovi contratti di lavoro intermittente che, sempre nel corso del 2102, si sono più che dimezzati: da 222mila sono calati fino a 108mila. Molte aziende hanno preferito probabilmente rinunciare a queste forme di assunzione, su cui la Riforma Fornero ha imposto dei vincoli molto stringenti. Secondo i ricercatori dell'Isfol non si tratta necessariamente di una notizia negativa, poiché parecchie imprese hanno spesso abusato del lavoro intermittente, che oggi è tornato a livelli fisiologici. Resta da capire, però, se questo calo di inquadramenti precari non sia stato anche un arma a doppio taglio, perché potrebbe aver comportato minori occasioni di lavoro sul mercato.

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