Tasse

Redditometro e privacy, le questioni aperte

Due i temi sul tavolo del Garante: il modo con cui vengono preparati i profili dei contribuenti e i dati presenti nell'Anagrafe tributaria

(Credits: iStock)

Il redditometro è sotto esame. Questa volta del Garante della privacy che sta analizzando due aspetti relativi al nuovo strumento fiscale che incrocia le spese degli italiani con i loro dati di reddito per intercettare eventuali sacche di evasione fiscale.

Ecco i due ambiti di verifica:

- il modo con cui sono stati costruiti i profili dei contribuenti, come sono state raccolte le informazioni necessarie a costruire le spese effettuate;

- il tipo di dati che vengono forniti dall'Anagrafe Tributaria per costruire il proflo fiscale del contribuente;

Si tratta di due ambiti di intervento che servono a garantire che dati estremamente personali siano utilizzati in modo corretto. È su questo che il Garante vuole fare chiarezza. Sul metodo e sulla qualità. Perché oltre ad accendere un faro su come l'Agenzia delle Entrate arrivi ad intercettare i dati potenzialmente "sensibili", il Garante ha puntato le attenzioni sul tipo di dati raccolti.

Il redditometro infatti analizza le cosiddette "spese certe", ovvero quelle che già figurano in Anagrafe Tributaria comunicate dai contribuenti attraverso le dichiarazioni dei redditi o da soggetti terzi. Informazioni che devono essere il più possibile uniformate (si accede a 128 banche dati diverse) per non creare disparità nel tipo di profili messi sotto controllo.

Il parere dell'Authority sarà importante: solo dopo il via libera del Garante, atteso per metà ottobre, infatti, potranno essere inviate le prime 35 mila lettere dell'Agenzia delle Entrate ai contribuenti invitati per un primo contraddittorio.

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