Economia

Recessione finita? L’ottimismo può evaporare in fretta

Attenzione perché minor decrescita non vuol dire crescita

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Una bandiera dell'Unione europea – Credits: ANSA FOTO


C’è forte desiderio di buone notizie. Dopo sei trimestri di contrazione del Pil nell’area euro, con la perdita di 8 punti percentuali in Italia dall’inizio della crisi, l’andamento di alcuni indicatori economici sta alimentando la speranza che si possa finalmente uscire dalla recessione. Ma una minor decrescita non vuol dire crescita.

Certo, l’Europa ha fatto grandi sforzi, in particolare sul piano dei bilanci, però la sua capacità di trasformare questa potenziale decelerazione della crisi in ripresa vera e propria dipende molto da fattori esterni quali la crescita globale e la continuazione della politica di stimolo monetario da parte della Fed. La situazione debitoria di paesi come Irlanda, Portogallo, Grecia e anche Italia resta grave.

La disoccupazione è altissima, l’accesso al credito frammentato e limitato. L’Italia in particolare deve riuscire ad affrontare in modi e tempi credibili i temi strutturali relativi alla produttività, competitività e capacità di attrarre investimenti che ne hanno spezzato la crescita per oltre un decennio. Questo relativo ottimismo, riflesso nei mercati, potrebbe presto evaporare.  

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