Economia

Previdenza complementare, è possibile chiedere in anticipo i soldi investiti

Spese sanitarie e acquisto prima casa sono le motivazioni principali

(Credits: iStockphoto)

Sentiamo molto spesso parlare di previdenza complementare, o integrativa, e il primo scoglio che un lavoratore deve superare è legato alla crisi economica che stringe in una morsa i risparmi delle famiglie italiane.

Le condizioni ideali per poter effettuare il risparmio previdenziale non sono di certo quelle di una crisi economica o di obblighi normativi, bensì situazioni di presa di coscienza in cui un lavoratore decide autonomamente di rivedere le proprie priorità e soprattutto il superamento del falso mito che quei soldi non si vedranno prima della pensione.

Se infine si considera che anche l’ultima riforma del sistema previdenziale ha spostato il traguardo pensionistico sempre più avanti, il pensiero del risparmiatore previdenziale di accantonare preziose riserve economiche in un prodotto che eroga una prestazione solo quando matureranno i requisiti per la pensione rende ancora meno appetibile tale investimento.

Purtroppo molti ignorano il fatto che il legislatore ha pensato alle possibili esigenze che intervengono in un arco temporale tanto ampio. È per questo che sono previste le cosiddette anticipazioni.

Durante l’adesione, infatti, è possibile chiedere un’anticipazione nelle seguenti modalità:

-    Spese sanitarie: connesse ad interventi e terapie conseguenti a gravissime situazioni relative agli aderenti stessi, al coniuge ed ai figli.
Quando: sempre
Quanto: non superiore al 75% del montante maturato

-    Acquisto prima casa: per gli aderenti stessi o per i figli o per la realizzazione di interventi di ristrutturazione edilizia sempre con riferimento alla casa di abitazione
Quando: dopo 8 anni* dall’iscrizione alla previdenza complementare
Quanto: non superiore al 75% del montante maturato

-    Ulteriori esigenze
Quando: dopo 8 anni* dall’iscrizione alla previdenza complementare
Quanto: non superiore al 30% del montante maturato

* Determinati tenendo conto di tutti i periodi di partecipazione alle forme pensionistiche complementari, anche precedenti a quello a cui è connessa l'anticipazione
L’importante è che le somme percepite come anticipazioni non eccedano, complessivamente, il 75% del totale dei versamenti, comprese le quote del TFR e le plusvalenze maturate. Le stesse somme possono essere reintegrate in qualsiasi momento mediante contribuzioni annuali.

© Riproduzione Riservata

Commenti