Economia

Piero Giarda, che brutta smentita ministro!

Singolare il passo indietro sulla questione delle province da abolire (ma anche no) da parte del Ministro che sovraintende alla spending review

Il ministro per i rapporti con il Parlamento Piero Giarda (Credits: ANSA/GIUSEPPE LAMI)

“Sono stato equivocato”: la vecchia formula abusata nel corso del quadriennio di centro destra, dall'ex premier ma non solo, è tornata alla grande nelle ultime ore, con il singolare comunicato cui il ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda ha affidato la smentita di ciò che non è smentibile, ovvero il contenuto di una mail che ha mandato ad Antonio Saitta, presidente della Provincia di Torino: “Ho cercato invano di far cambiare quella norma. È contraria a tutto quello che ho sempre pensato in materia di finanza locale. Speriamo che il Senato sia più saggio del governo”.

Un Giarda, quindi, “di lotta e di governo”, che da una parte sovraintende alla spending review e dall'altra rema contro, perchè non condivide – lui, che di governo e finanza pubblica ha altrettanta esperienza di Monti e Grilli (l'aveva voluto in quel ruolo Carlo Azeglio Ciampi, mica Bertoldo), e certamente più di Bondi – un approccio tanto muscolare da risultare surreale.

Cos'è successo? Che nella furia tagliatrice, la task-force di Enrico Bondi, ai comandi della spending review voluta da Monti e Grilli, è andata giù piatta.Tagliando 500 milioni di euro di trasferimenti dall'erario centrale alle province per il 2012 e di un miliardo di euro per il 2013. Con queste cifre, ha denunciato Giuseppe Castiglione, presidente dell’Upi, “non siamo nelle condizioni di poter assicurare l’apertura dell’anno scolastico”.

Perchè gli “stranamore” di via XX Settembre, capitanati dal top-manager settantasettenne che per non mollare Parmalat a un padrone vero tirò talmente la corda da preparare le condizioni ideali perchè i francesi di Lactalis se la comprassero a due lire, già recuperate con gli interessi, non vanno tanto per il sottile. Considerando “consumi” quelle che sono invece spese di “servizio”, il loro decreto sulla spending review soffoca la spesa essenziale in capo alle province. Scuole comprese.

Giarda, che queste cose le sa e “tiene botta” solo per ragion di Stato, si rende conto dell'autogol e, goffamente, anziché dimettersi, si scusa con un amico. Quando capisce di aver fatto la frittata, anzichè dimettersi (e due!) dicendo, magari, che non è certo con simili strafalcioni che salveremo l'euro, cosa fa? Rettifica! “Sono stato equivocato”, che è anche una forzatura grammaticale, ma tant'è... E qui il dramma sfocia in farsa.

“Il ministro per i Rapporti con il Parlamento lavora in stretto raccordo con tutti i colleghi dell’esecutivo e con Enrico Bondi, nominato commissario per la spending review su sua indicazione”, recita la nota del ministero. “Giarda peraltro ha sempre ritenuto che la revisione della spesa possa avvalersi delle capacità manageriali di Bondi anche nelle fasi successive dell’operazione relative alla riorganizzazione dei ministeri. La e-mail inviata per atto di cortesia dal Ministro al vice presidente dell’Upi, Antonio Saitta, sul tema dei tagli alle province previsti nel decreto sulla spending review, è stata utilizzata in modo strumentale. A tale riguardo la posizione di Giarda, che si è sempre preoccupato di salvaguardare l’autonomia degli enti locali, è nota: l’entità della riduzione dei trasferimenti deve essere confermata perchè rientra nelle disposizioni volte ad evitare l’aumento dell’Iva, obiettivo considerato assolutamente prioritario”.

Così è se vi pare. Poi, va aggiunto, qualcuno deve aver detto al premier che per compiacere i tedeschi bisogna dimostrargli che il governo è “duro e puro” e che semmai a sbracare sono quei peracottari del Senato. In fondo, anche i tedeschi capiranno: pure loro hanno un Bundestag cui rispondere, e quanti danni fa, signora mia...

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