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Più ostacoli sulla corsa di Uber

Il servizio di vetture con autista stoppato a Berlino e Bruxelles, rischia una multa a Barcellona

Tassisti milanesi in occasione della manifestazione svoltasi a Milano contro quella che considerano concorrenza sleale da parte dei noleggi con conducente e in particolare dall'app Uber che li mette in rete, il 20 marzo 2014 a Milano – Credits: ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

Dove non hanno potuto le proteste dei tassisti, sono arrivati i tribunali. In soli 10 giorni Uber, il servizio di noleggio berline con conducente che funziona con una App, ha dovuto incassare due stop a Berlino e a Bruxelles, mentre a Barcellona rischia una maximulta.

L’applicazione che consente di intercettare con lo smartphone le auto con autista che circolano in zona, chiamarle e farsi caricare in pochi minuti, è accusata ovunque di violare le nome europee sulla concorrenza. Secondo le leggi vigenti, infatti, solo i taxi possono prendere a bordo i clienti dalla strada (gli autisti privati devono partire dalla rimessa) e senza una tariffa fissa. C’è poi il problema del contestatissimo UberPop, la versione "low cost" del servizio attivata in alcuni paesi, che consente ai privati di dare passaggi a pagamento a costi stracciati e senza autorizzazioni o licenze. Dalla sua, Uber, presente ormai in 32 paesi, ribadisce di fornire un servizio veloce e più economico attraverso le nuove tecnologie, cosa che la normativa sul trasporto privato, che risale agli anni 90, non vieta espressamente.

Ma le grane continuano, e non solo nel Vecchio continente. Il procuratore generale dello Stato di New York ha aperto un’inchiesta sulla politica dei prezzi praticata dalla compagnia, che nella Grande Mela è arrivata ad alzare le tariffe di 8 volte in caso di pioggia.

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